C'è solo un modo per vincere le elezioni. Creare un gruppo forte, un sodalizio, un progetto o chiamatelo come volete. Non mi piace la parola coalizione e neanche aggregazione.
Si dovrà andare oltre la sommatoria dei partiti e costituire un contesto d'insieme, popolare, che proponga alla città prospettive nuove. Avevamo pensato di cominciare questo percorso con alcune idee e uno slogan.
Le idee per un'alternativa sono obbligate. Si dovrà tenere conto del lavoro portato avanti in questi 13 anni dalle giunte Bartolini-Ricci nel settore dei lavori pubblici. Un'opera di svecchiamento generale del territorio, grazie ai tanti finanziamenti collegati al terremoto e al Giubileo, di cui si sentiva il bisogno. Parcheggi, pavimentazioni, strade, recupero di edifici storici. Niente di eccezionale, ma la cittadinanza ha mostrato di apprezzare. Un po' di concretezza dopo lunghi periodi di lentezze e veti incrociati.
Molte opere pubbliche sono state mal congegnate e altrettanto mal realizzate; altre sono inutili, ma come si dice, "cosa fatta, capo ha".
Rifatta l'ossatura infrastrutturale, Bartolini e Ricci hanno trascurato completamente l'anima della città e delle frazioni. Hanno dimenticato il turismo, non hanno prestato la minima attenzione alla rete sociale, alla necessità di creare luoghi e occasioni di incontro e di scambio, progetti di crescita culturale. Hanno maltrattato l'ambiente, consumato indiscriminatamente il territorio, non hanno posto attenzione al problema rifiuti, né a quello delle energie rinnovabili, non hanno avuto un minimo di attenzione verso lo sviluppo delle nuove tecnologie nel territorio. Il progetto wi-fi non è mai partito, l'utilizzo del web, sia per il funzionamento della macchina amministrativa, sia nel rapporto con i cittadini, è a livelli minimi. Basti dare un'occhiata al sito internet del Comune.
Poi c'è la dramatica situazione del centro storico: ha ragione Romoli quando lamenta traffico selvaggio, nessuna cura dell'arredo urbano e, in generale, dell'aspetto estetico del capoluogo. Per non parlare della rete di servizi ai residenti e ai turisti.
Assisi, oggi, è una città difficile da vivere e da visitare.
E' giunto il momento di cominciare a ragionare sulla completa, o quasi, pedonalizzazione del centro storico nei periodi di alto afflusso turistico. Bisogna rompere gli indugi e investire massicciamente sul marketing turistico, affidandosi anche ad esperti del settore. Vanno lanciati in Italia e all'estero messaggi di rinascita della nostra città, che deve diventare luogo di turismo sostenibile, officina di idee e di dialogo interculturale, modello di rispetto ambientale.
Via i cassonetti dalla città e dalle frazioni nel giro di due anni con un progetto (altrove realizzato) che porti a rifiuti zero. Si cominci con il produrre meno immondizia (riduzione di imballaggi e di bottiglie di plastica a cominciare dai supermercati) e si continui con la raccolta differenziata porta a porta. Si adottino incentivi per la produzione di energia alternativa (fotovoltaica e, perché no, eolica), si valorizzi quel grande giacimento naturalistico che è il Monte Subasio. L'acqua, l'aria e la terra sono elementi deperibili, che vanno trattati con grande cura.
La città di San Francesco torni ad essere testimonianza vivente del messaggio francescano: attenzione e sostegno ai più deboli, rispetto assoluto dell'ambiente, impegno costante per la pace nel mondo, maggiore etica nel mercato: sì alle merci, no alla mercificazione del "prodotto" San Francesco.
Infine, il rapporto fra amministrazione e cittadinanza. La trasparenza e il coinvolgimento delle popolazioni nel governo della città devono essere principi sacri: ovunque e sopratutto ad Assisi.
Queste sono alcune idee, poi avevamo pensato allo slogan: "Buongiorno Assisi". C'è bisogno di risvegliarsi con il buon umore e con il sorriso, per rimettere in fila tutte le energie costruttive e riprendere un percorso di crescita collettiva e individuale.
Carlo Cianetti
Il Partito democratico c'è, anche ad Assisi. In 1300 sono andati a votare per le primarie, cioè un 6-7% dell'intero elettorato cittadino. Non è poco, anzi è più o meno lo stesso risultato delle primarie per eleggere Veltroni, quando il PD veleggiava verso il 35% a livello nazionale.
E' una bella notizia per tutti i partiti che ad Assisi vogliono costruire un'alternativa all'attuale maggioranza. E quindi speriamo che ora il Pd ricominci a fare politica sul territorio e se la smetta di litigare. Sarebbe un bene per tutti. Se poi c'è qualcuno che intende seguire le orme di Rutelli lo dica subito, in maniera che anche nel contesto locale si faccia chiarezza.
Nel centrodestra è il caos. Bartolini ha dato a Ricci l'avviso di sfratto: andrà per fatti suoi. Con lui Pastorelli e la Lega "de noantri", Lollini, la Destra e chissà chi altro. Anche nel Pdl sembra ci siano consiglieri disposti a seguirlo. E' ovvio che il Popolo della Libertà ha due scappatoie, anzi tre.
La prima: riconoscere la leadership di Bartolini e appoggiarne la candidatura. La seconda: creare una lista propria e fare una corsa a tre (come minimo) con Bartolini e il candidato dell'attuale opposizione. La terza, ardita ipotesi, è una santa alleanza contro Bartolini. Anche nel centrosinistra non tutti la escludono.
Ma prima di pensare a scenari fantasiosi e contro-natura si badi ai risultati delle ultime elezioni. Il centrodestra ad Assisi, senza l'Udc, quasi mai ha ottenuto la maggioranza assoluta. Neanche nelle ultime elezioni europee, in cui il Pd era ai minimi termini. Non l'ha ottenuta alle amministrative del 2001 (in quel caso c'era l'Udc) né in quelle del 2006.
Che significa? Che con la spaccatura del Pdl, questa volta è possibile che una coalizione di centro-sinistra-centro riesca ad avere la meglio. A meno che la sindrome "Tafazzi" non si impadronisca ancora della sinistra o l'Udc non decida che il futuro per Assisi sia Bartolini.
Sicché anche ad Assisi arriva la Lega. Non ne sentivamo il bisogno. Una città come la nostra dovrebbe parlare al mondo di tolleranza, dialogo, solidarietà verso i più deboli, pace, non aveva bisogno di un partito tendenzialmente xenofobo.
Ma il signor Pastorelli, figlio politico del signor Brunozzi, ha capito che il futuro è la Lega. Cioè attraverso la Lega riuscirà a conquistare uno strapuntino sul treno che il vicesindaco Bartolini sta allestendo in vista delle prossime amministrative.
Il progetto in campo, come abbiamo già accennato nel precedente post, è interessante e "fino".
Bartolini vuol mandare Ricci alla regione. Se l'operazione gli riuscirà, sarà lui a governare la città - in qualità di vicesindaco - fino alle elezioni del 2011. Infatti non c'è ineleggibilità fra la carica di sindaco e quella di consigliere regionale. Ricci dovrebbe dimettersi solo una volta eletto. E quindi non ci sarebbe neanche commissariamento.
A quel punto la volata verso le amministrative non avrebbe, apparentemente, ostacoli. Bartolini candidato sindaco appoggiato da Lega, La Destra e altre liste civiche. Anche l'Udc ha al suo interno chi è disponibile a fare retromarcia e a ingoiare i rospi che non ha voluto ingoiare nel 2006, dando il proprio appoggio al vicesindaco. Il Pdl si troverebbe isolato. A meno che non decida di accodarsi al padre-padrone di quest'ultimo decennio.
Ma c'è anche un'altra ipotesi. E cioè che il Pdl, non riuscendo a bloccare con mezzi politici il progetto Bartolini, decida di mandare tutto all'aria, facendo mancare la maggioranza al momento dell'approvazione del bilancio. Allora si aprirebbe tutto un altro scenario: elezioni anticipate al 2010, con almeno un paio di candidati nel centrodestra.
Per il centrosinistra esiste una sola strada: individuare da subito un candidato sindaco che cominci a lavorare sul territorio, battendo metro per metro frazioni e capoluogo, facendo proposte concrete, cercando soluzioni ai problemi, prospettando una modello di città alternativo a quello "catrame-cemento" voluto dal centrodestra in questi 12 anni.
I tempi stringono, per tutti.




Avevamo già affrontato l’argomento nel momento in cui il Comune, con un blitz estivo, come si fa quando una gara pubblica deve avere pochi e selezionati partecipanti, ha messo all’asta la locazione commerciale del locale nel palazzetto mediceo, per destinarlo a bar.
E’ stato fatto tutto per bene, un canone non impossibile (1.000 euro al mese), una licenza per la somministrazione di alimenti e bevande in gentile omaggio, perché appositamente prevista nel piano del commercio solo per quella struttura, un presunto interesse pubblico perché chi avesse preso la strttura avrebbe dovuto garantire spettacoli di caffè concerto per residenti e turisti.
A questo piano preordinato si è aggiunta, subito dopo la stipula del contratto, la gentile concessione del suolo pubblico sulla storica piazza che, fino ad allora, quasi quasi, non poteva essere calpestata nemmeno da occasionali passanti.
Così facendo non solo si è destinato un bene storico pubblico ad un quasi esclusivo guadagno privato, ma si è realizzata una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori privati, che sono costretti a rivolgersi al libero mercato per avere a prezzi ben diversi un locale in affitto, e per giunta non in quella splendida posizione e che, magari, debbono acquistare a non meno di 200.000,00 euro la licenza di bar.
La cosa si ripeterà per il pincio, perché è notizia di questi giorni che l’amministrazione, dopo avere fatto incancrenire il problema, ha in animo di realizzare una variante al piano regolatore, per prevedere la costruzione di un ristorante nel pincio, da affidare ad un privato, il cui nome magari già gira nelle segrete stanze, al fine di garantire l'apertura e la manutenzione del parco, di cui l’amministrazione non vuole farsi carico.
Come andrà a finire: scempio edilizio nel cuore verde del centro storico, guadagni al privato e perdite al pubblico, con buona pace della funzione che il parco dovrebbe garantire, quella di permettere ai bimbi i giochi in sicurezza e ai turisti meno abbienti di consumare un pranzo al sacco in santa pace.
Sta a vedere che dovremo rimpiangere di avere fatto un battaglia contro la stravolgimento del pincio per costruirci un acquario, come voleva l’allora vice sindaco Roberto Leoni.




Abbiamo trattato nei giorni scorsi della delibera del consiglio comunale con cui l’amministrazione e la maggioranza che la sorregge, su proposta dell’assessore Martellini, hanno approvato alcuni patti di amicizia, che dovrebbero sancire la condivisione con Assisi di valori comuni, quali la tolleranza, lo spirito francescano, l’anelito per la pace.
Scorrendo le notizie di stampa di questi giorni, bisognerebbe provvedere a revocarne immediatamente uno, quello con il comune di Riese Pio X , i cui cittadini hanno inscenato una gazzarra perché a vincere l’appalto per il trasporto pubblico scolastico è stata una ditta di Caivano, in provincia di Napoli, sostituendo una ditta del posto.
Sono subito cominciate le lamentele perché gli autisti “napoletani” fumano, qualche volta ritardano di cinque minuti, parcheggiano lungo la strada; dalla scarsezza delle notizie di stampa non sappiamo se qualche cittadino si sia lamentato che i nuovi autisti non profumino di lavanda del nord est.
Cercando di approfondire, si scopre che tre cittadini su quattro a Riese Pio X votano Lega e privilegiano il proverbio “mogli, buoi e….autisti dei paesi tuoi”
Il primo cittadino si è subito affrettato a dire che lui amministra e perciò deve tener conto che la ditta vincitrice dell’appalto ha offerto quasi il 15 % in meno di quella del posto, come a dire che si può passar sopra se sono “napoletani”, basta che li facciano risparmiare, così ha dimostrato di tenere anche lui ai “quatrini”.
Appunto, valori comuni.

