squillan le trombe...

Odesi di dentro gran tumulto, squillan le trombe...
mercoledì, luglio 01

IL DISPREZZO DELLA DEMOCRAZIA 2

FOTO_DEMOCRAZIA

Il titolo del post sembra il sequel di un film di cassetta, ma ahimé si tratta solo della replica replicante di un atteggiamento di disprezzo a consentire un dibattito pubblico sulle questioni che riguardano la città, già da noi denunciato in passato.
 
C’è su tutti i maggiori giornali italiani la polemica insorta a seguito del “non possumus” dell’arcivescovo Mons. Sorrentino alla effettuazione dello spettacolo di Dario Fo sulla Piazza Inferiore di S. Francesco.
 
Oramai ne parlano in tutto il mondo, ma ad Assisi è vietato parlarne e solo questo blog ha sollevato il problema.
 
Non sappiamo se è oggetto di discussione nei bar e negli uffici e se è vero, come dicono in Curia, che il popolo è con il suo Vescovo.
 
Sicuramente non se ne è parlato nel luogo deputato, e cioè in consiglio comunale, perché il sindaco non ha sentito il dovere civico e democratico di fare comunicazioni al riguardo nel consiglio comunale del 29 giugno, quando il fatto è stato reso noto solo due giorni prima.
 
Si é voluto a tutti i costi impedire un sereno dibattito su un argomento importante per la città.
Ulteriore dimostrazione del radicato disprezzo della democrazia in un sindaco che vuole presentarsi dai modi garbati e civili nel tratto, ma che nasconde pulsioni autoritarie.
 
Tranne che nei confronti dei potenti, che si comportano da feudatari sulle piazze pubbliche.     
postato da mongolfiera1 alle ore luglio 01, 2009 19:55 | link | commenti (20)
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sabato, giugno 27

IL VESCOVO CONTE

FOTO_VESCOVO CONTE
In un post di qualche tempo fa avevamo attribuito questa caratteristica al sindaco Ricci, per quel suo modo un po’ curiale di adempiere alle funzioni civili di primo cittadino.
 
Il ruolo in questi giorni se lo è ripreso in modo fragoroso il legittimo rappresentante della Curia, Mons. Domenico Sorrentino, che ha rinverdito i fasti dei suoi predecessori medievali.
 
Apprendiamo che l’unico evento che in qualche modo avrebbe celebrato l’arrivo in Assisi di Giotto è stato stoppato dall’arcivescovo, per presunte incompatibilità con il luogo dove si sarebbe tenuto lo spettacolo di Dario Fo, la piazza inferiore di S. Francesco.
 
Ora non vogliamo mettere in discussione il magistero di Sua Eccellenza sulle questioni di carattere religioso, ma ci chiediamo se abbia questo carattere la censura preventiva su quali spettacoli permettere ad Assisi e se le canzonette di Sanremo, seppur cantate a fin di bene,  siano più compatibili con i sacri luoghi di uno spettacolo teatrale.
 
Il punto di vista del giullare Dario Fo, anche se proveniente da un premio Nobel, potrà essere opinabile e dare adito a discussioni, ma questo è il bello della libertà di espressione artistica, tutelato dalla nostra carta costituzionale.
 
Abbiamo già sollevato in passato il problema delle piazze che sono pubbliche fino a prova contraria, e che sono trattate come feudi, in cui è permessa ogni forma di mercimonio ma non le manifestazioni civili che non siano gradite al clero.
 

Nessuno dal palazzo civico ci ha risposto, ma quando si tratta di questi problemi sembra che la città laica sia orfana o amministrata da fantasmi.

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 27, 2009 20:05 | link | commenti (37)
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giovedì, giugno 25

ALLONS ENFANTS

FOTO_BASTIA UMBRA

Cosa insegna la sconfitta subita dal centrosinistra a Bastia? Insegna che il vento della destra oggi spira alla massima velocità, ma soprattutto che a livello amministrativo è necessario proporre facce credibili e idee in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini. Insegna anche che a livello locale si può andare al di là dei pregiudizi ideologici e delle consuetudini elettorali: Bastia, Prato, Sassuolo, ma anche Cinisello Balsamo, Rovigo, Bari ne sono testimonianza recente.
In un comunicato stampa sulla vicenda bastiola l'amico e compagno Luigino Ciotti scrive: "I gruppi dirigenti del centrosinistra, che in questi anni si sono solo preoccupati di costruire nel verde cementificando a man bassa, invece di costruire progetti culturali e sociali e stare attenti alle nuove sensibilità, che crescevano in città e rifiutavano il modello di sviluppo passato basato sul "mattone", per una diversa qualità della vita ed una sostenibilità ambientale duramente compromessa, sono stati ciechi agli effetti delle trasformazioni sociali avvenute".
Ad Assisi è possibile fare la stessa critica alla maggioranza del PDL che ormai da 12 anni governa la città. Questa giunta continua a incentrare la propria azione amministrativa su ridondanti opere pubbliche finanziate da stato e regione e su una spregiudicata politica urbanistica troppo attenta alle clientele.
Intrighi di palazzo e favoritismi stanno facendo perdere di vista le reali esigenze dei cittadini.
La crisi del turismo è devastante ma l'Amministrazione comunale continua a non fare nulla, il tessuto sociale della città e delle frazioni è sempre più sfilacciato ma continuano a mancare servizi, strutture di assistenza e di aggregazione sociale: nulla per l'infanzia, nulla per le famiglie, nulla per i giovani, meno di nulla per gli anziani. Troppo cemento e poche idee: il risultato è una città noiosa e depressa.
Il malcontento, soprattutto nel centro storico, è palpabile ma per ora non trova conforto nelle risposte che il centrosinistra sta offrendo. Il motivo è semplice: i partiti di opposizione devono alleggerirsi e svecchiarsi. Poi andare nelle piazze del territorio comunale ad ascoltare i bisogni dei cittadini e in base a questi elaborare una proposta alternativa. Si deve cominciare da subito.
Entro la fine dell'anno andrebbe individuato anche il candidato-sindaco: un nome nuovo, ma soprattutto credibile e competente, che sappia svecchiare la città, rendere trasparente l'amministrazione comunale, avviare un dialogo aperto con i cittadini e sappia fare piazza pulita di favoritismi e clientele.
Assisi ha potenzialità inespresse e impareggiabili nel panorama regionale e nazionale. Un buon sindaco e una buona squadra possono farla risorgere economicamente e culturalmente nel giro di pochi anni.
Vincere per il centrosinistra è possibile più che in passato, basta ascoltare la gente, dimostrarsi onesti e capaci di essere alternativi.
postato da mongolfiera1 alle ore giugno 25, 2009 20:51 | link | commenti (31)
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martedì, giugno 23

Il Sultano messo con le spalle al muro

dIl sultano di Arcore attraverso un'intervista esclusiva al settimanale di sua proprietà "Chi", ammette  la frequentazione intima con Patrizia D'Addario (d'altronde foto e registrazioni lo inchiodano). Ma aggiunge  che la sedicente "escort", ha ricevuto "un mandato ben retribuito" per sputtanarlo.

La D'Addario non si fa intimorire e replica con decisione: non ho ricevuto nessun mandato, se Berlusconi ha prove in tal senso le fornisca all'autorità giudiziaria, altrimente stia zitto.

Tanto va il gatto al lardo che ci lascia lo zampino...

Il Presidente del Consiglio della Repubblica italiana viene messo al muro, ricattato,  zittito come fosse un ciarlatano di quart'ordine da una prostituta d'alto bordo.

E' un bel biglietto da visita da esibire ai potenti del mondo al prossimo G8 dell'Aquila.

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 23, 2009 23:30 | link | commenti (84)
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lunedì, giugno 22

LA GIUNTA DEL FARE

 

 

BILD0025

 

Il primo cittadino aveva detto: stiamo facendo tanto per valorizzare il monumento simbolo del medioevo, può succedere che nei giorni di grande afflusso ci possa essere qualche cartaccia.

Si vede che il medioevo che conosce il sindaco non contemplava gli spazzini.

Questo é un esempio delle condizioni di una strada che mena al monumento e ci sono molti altri esempi da mostrare.

Perché queste strade ed il piazzale della Rocca non sono inseriti nella convenzione con la Ecocave per lo spazzamento e la pulizia periodica?

E così che il Comune tiene al bene paesaggio che contribusice a dar da mangiare a tutti?

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 22, 2009 18:30 | link | commenti (23)
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venerdì, giugno 19

Senza il doge tutti a casa?

in fumoLa situazione nella maggioranza che amministra Assisi si fa complicata.

Bartolini disistima totalmente Ricci. Omettiamo le definizioni che gli riserva per evitare querele.

Ricci è tirato per la giacchetta da quanti detestano Bartolini: vorrebbero che gli ritirasse la delega da assessore.
Così facendo però la maggioranza non avrebbe più i numeri per governare. Ma a questo punto interverrebbe l'UDC, pronta a sostenere il centrodestra purché senza Bartolini.

Tuttavia il governo-Ricci sarebbe ugualmente a rischio perché Lollini, ora schierato con la Destra, ma in Consiglio comunale rappresentante di Alleanza per Assisi, non ha digerito il siluramento dell'amico Martelli al quale nelle scorse provinciali è stato preferito Morani.

Per cui nel disegno di allontanamento di Bartolini rimarrebbe da risolvere l'incognita Lollini. Se anche lui abbandonasse la maggioranza allora si andrebbe ad elezioni anticipate.

Al di là del contingente sembra di capire che la spaccatura fra Bartolini e la gran parte del PDL è incomponibile. Per cui alle prossime elezioni è probabile che vedremo Ricci candidato del PDL contro Bartolini candidato di una mini-coalizione formata dalla sua lista civica + Lega.

E a sinistra? A sinistra qualcosa accadrà, forse. Ma con molta calma...

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 19, 2009 17:04 | link | commenti (44)
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mercoledì, giugno 17

POTERE ASSOLUTO

FOTO_POTERE ASSOLUTO

Non si è ancora sedimentato il polverone sollevato dalla candidature provinciali, dalle susseguenti battaglie elettorali, con spostamenti non rilevanti di voti nel recinto del centrodestra, dal centro verso le estreme, che si affaccia all’orizzonte un altro motivo di frizione nella coalizione di governo della città.
 
Corre voce, a dire il vero da prima delle elezioni europee, di un altro colpo di mano del detentore del vero potere in Comune, e cioè il doge degli Angeli.
 
Non contento di aver sottratto all’inizio della sindacatura al primo cittadino le poche deleghe che aveva mantenuto, come quella del personale, ed aver concentrato in capo al dirigente che dipende direttamente dal suo assessorato i settori dei lavori pubblici e dell’urbanistica, trasformandolo un mandarino della burocarazia comunale, ora si è messo in testa che l’ufficio del patrimonio, che dipende dal settore economico finanziario, debba essere trasferito nel settore dei lavori pubblici.
 
Non che quell’ufficio non sia sensibile alla voce del padrone, vedi la stima per la permuta di S. Ildebrando, ma è una faticaccia dover mediare con altri assessori o dirigenti.
 
Così facendo il nostro otterrebbe due risultati, in primo luogo potrà disporre di tutti i gangli vitali del Comune, dai lavori pubblici, all’urbanistica, dal controllo di gestione al personale, al patrimonio, che dipenderanno direttamente da lui; in secondo luogo potrà trasferire l’ennesimo ufficio a S. Maria degli Angeli, svuotando ancora di più il palazzo comunale del centro storico.
 
E’ sempre di questi giorni la virulenta discussione sulla nomina di un nuovo dirigente al posto dell’Arch. Marini, che va in pensione, e che potrebbe disturbare il disegno accentratore.
 
Nemmeno il Re Sole o Edoardo VIII ai loro tempi sono riusciti a concentrare tanto potere in una sola persona.
 
E loro rappresentavano qualcosa di più del 5 % dell’elettorato, ma finché c’è chi glielo permette, perché non approfittare.
postato da mongolfiera1 alle ore giugno 17, 2009 00:32 | link | commenti (46)
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venerdì, giugno 12

I FRATI ALLARGANO CASA

 

FOTO_SANTUARIO RIVOTORTO

 

I frati conventuali hanno preso sul serio l’annuncio di Berlusconi sul piano casa, anzi lo hanno preceduto, ed hanno chiesto l’ampliamento del complesso del Santuario di Rivotorto, per la costruzione di una sala di 1.000 mc., da adibire a servizio della parrocchia.
 
Il consiglio comunale, allineato e coperto, si appresta a votare questa pratica, mentre è in gestazione l’approvazione della legge regionale sul piano casa, che prevede il divieto degli ampliamenti degli edifici ricadenti nei centri storici e nelle aree soggette a vincoli di inedificabilità assoluta in base a normative statali, regionali o previsti dallo strumento urbanistico generale comunale.
 
Il presidente della commissione urbanistica della regione ha giustificato questa limitazione per assicurare la salvaguardia del patrimonio paesaggistico, naturalistico ed architettonico dell’Umbria, che rappresenta il più alto strumento di attrazione del territorio ed il più importante volano di sviluppo economico.  
 
In base alle leggi vigenti e a quelle in gestazione, il Santuario di Rivotorto non si potrebbe ampliare, perché inserito nella zona “A” del PRG, per di più soggetta a vincolo paesaggistico, elementi che comportano un vincolo di inedificabilità assoluta.
 
Ma si sa che le regole in Italia sono fatte per essere applicate per i nemici ed interpretate per gli amici.
 
L’amministrazione, sempre sensibile alle istanze cementizie, giustifica questo strappo alle norme con l’interesse pubblico, rappresentato dalla destinazione a sala parrocchiale, utilizzata dai cittadini fedeli.
 
L’assessore Fortini ha criticato nei giorni scorsi il piano casa della regione, proprio perché non permette di allargare le case in queste zone delicate, ma si sa, con un piano di recupero, lui farebbe costruire anche sul prato di S. Francesco.   
 
Quello che si comprende meno è l’aggiramento delle regole da parte di chi dovrebbe dare il buon esempio, e rinunciare ad intervenire su uno dei simboli della spiritualità del Poverello, che hanno fatto assegnare ai siti francescani e al territorio di Assisi il riconoscimento di patrimonio mondiale Unesco.
 
Ricordando che S. Francesco è stato proclamato da Papa Giovanni Paolo II anche patrono dell’ecologia.
postato da mongolfiera1 alle ore giugno 12, 2009 20:26 | link | commenti (26)
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giovedì, giugno 11

LA FRONDA SI SGONFIA

FOTO LA FRONDA
Lo avevamo anticipato nel post “Lo specchio rotto”, che avrebbero provato a segare le gambe alla possibilità del PDL di eleggere un rappresentante in Provincia nel collegio di Assisi 1.
 
Ci hanno fatto sopra una conferenza stampa, annunciando il sostegno alla lista La Destra-MPA Pensionati, e dando retta ai presenti a quell’evento si trattava di tutto il gruppo dei fedelissimi di Bartolini, quelli che tengono in scacco la maggioranza in Comune, un po’ come fa la Lega a livello nazionale.
 
Il colpo non è riuscito, perché Evian Morani è stato eletto al consiglio provinciale e a lui facciamo i nostri complimenti ed i migliori auguri perché concorra, anche dai banchi dell’opposizione, a portare avanti le istanze del nostro territorio.
 
E però il mancato golpe bianco ha evidenziato i limiti elettorali di questa fronda, se è vero che a Morani sono mancati 702 voti rispetto alle Europee.
 
Questi voti sono stati equamente divisi tra il candidato dell’UDC (meglio tenerseli buoni, non si sa mai il PDL volesse buttare a mare Bartolini e sostituirlo nel 2011 con i casiniani), e quello de La Destra, 300 circa al primo e 400 circa al secondo.
 
Ora c’è da chiedersi se possa detenere tutto il potere, direttamente o attraverso i suoi rappresentanti in giunta o i beneficiati nella struttura burocratica, chi rappresenta sì e no il 4,70 % dei voti espressi alle Europee, anche se ha amministrato per dodici anni?
 
Per il 13 giugno è indetta una verifica di maggioranza, finirà a tarallucci e vino?

 

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 11, 2009 00:14 | link | commenti (45)
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martedì, giugno 09

E ora basta con le chiacchiere

Ora il centrosinistra ad Assisi non può più tergiversare.

I dati delle elezioni europee dicono che, rispetto alle precedenti europee, il Pd ha perso circa 800 voti, il Pdl ne ha conquistati circa 500, ma ora si affaccia sulla scena locale un nuovo attore: la Lega, che si aggiudica quasi 700 voti

Ma i problemi a sinistra non finiscono qui, perché i tre partiti della sinistra-sinistra, tutti assieme, non raggiungono i 1000 voti, contro i circa 1600 di 5 anni fa.

Insomma, mentre il centrodestra aggiunge al lauto bottino delle precedenti europee 1300 voti, il centrosinistra ne perde 1400. La distanza fra i due poli si allarga di circa 15 punti percentuali.

In mezzo c'è l'Udc che alle europee si conferma sul 9%.

Una emorragia che rischia di produrre un vero dissanguamento. Pertanto è necessario un intervento urgente. 

Si riprenda senza tanti distinguo e sottigliezze, l'opera di tessitura fra tutte le forze del centrosinistra avviata dalla Mongolfiera.

Il Pd dovrà uscire dalla palude. Dalla principale forza di centrosinistra si attende un ruolo guida e di stimolo: finora il partito Democratico è sembrato impegnato soprattutto in una grande lotta interna per definire i rapporti di forza. Ora è necessario riorganizzarsi, in funzione elettorale, in un tavolo permanente, addirittura una federazione delle forze di centrosinistra.

L'obiettivo primario deve essere il recupero di quei 1400 voti svaniti. Allora è necessario incontrarsi, elaborare proposte. Bisogna aprire un dialogo costante e capillare con gli elettori. 

E' ora di ragionare senza pregiudizi, pretese egemoniche e velleità di predominio. E ora di fare politica.

postato da mongolfiera1 alle ore giugno 09, 2009 11:13 | link | commenti (54)
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