
Riceviamo come commento e volentieri pubblichiamo come post
L'associazione articolo 21 ha lanciato per questa sera una iniziativa.
Ha chiesto a tutti, in Italia, in primo luogo ai Comuni, di spegnere simbolicamente le luci di alcuni monumenti simbolo in ricordo dei tantissimi morti sul lavoro.
All'iniziativa hanno ovviamente aderito in tanti in tutto il Paese.
Ad Assisi i frati francescani hanno comunicato che spegneranno le luci del Sacro Convento in questa notte di fine anno.
Lo faranno gran parte dei Comuni umbri.
Almeno in questa occasione ci aspettiamo un segnale anche dall'Amministrazione Comunale di Assisi.
Gira che ti rigira abbiamo ritrovato l'elenco dei consulenti su internet. Ma solo quelli del primo semestre 2007 e, forse, non tutti e, forse, i compensi non sono totalmente rispondenti al vero.
Certo per rintracciare l'elenco bisogna avere pazienza, tempo e un po' di fantasia.
Andate nell'home page del sito del comune, poi cliccate su "avvisi e bandi" (quando uno legge avvisi e bandi non va a pensare ai consulenti), poi si clicchi ancora su "incarichi assegnati e adempimenti comma 735", poi "incarichi primo semestre 2007" e solo allora si apre un documento con i nomi degli "incaricati".
A badar bene la legge indica che i consulenti andrebbero citati nell'organigramma e nel settore per il quale operano. Solo così si riuscirebbe ad avere un quadro reale dell'intero settore e del vuoto che vanno a colmare nella macchina amministrativa.
In cima alla graduatoria figura tale Daniela Cruciani che si porta a casa 40 mila + Iva in due anni. Il suo compito è quello di collaborare alla promozione e allo sviluppo di attività culturali e grandi eventi. Visto che "grandi eventi" non ce ne sono stati (e non si profilano all'orizzonte) consigliamo di modificare la voce con "piccoli eventi".
L'avvocato Caforio si becca più di 35 mila euro all'anno fino alla fine del mandato del sindaco per consulenza giuridica, poi se ne becca altri 7344 all'anno fino al 2008 quale componente del nucleo di valutazione. Insomma ha il suo stipendiolo assicurato finché durano Ricci e Bartolini.
Poi c'è la portavoce del sindaco. Paola Gualfetti, bacchettatrice di colleghe, viene ripagata per il suo diligente lavoro con la cifra di 28 mila 800 all'anno fino alla fine del mandato del sindaco. L'elenco continua con altri incarichi di minore importo.
In tutti i casi si tratta di cifre lorde.
Ma a noi risulta che solo negli ultimi mesi sono stati spesi 300 mila euro per le consulenze, quindi manca la gran parte. Aspettiamo la pubblicazione del secondo semestre 2007. Chi vivrà, vedrà.

Vogliamo sapere i nomi dei consulenti a cui il comune dà ogni anno fior di milioni, vogliamo sapere quanto prende di preciso ognuno di questi e per quale motivo sono stati nominati.
Badate bene questa richiesta non solo è legittima, ma la legge dice che l'amministrazione comunale ha l'obbligo di pubblicare anche via telematica i nomi dei consulenti (l.165 2001 e legge finanziaria 2006).
A guarda bene, nel sito internet del Comune di Assisi non c'è traccia. Ci sono pochissimi servizi, poche informazioni e tanta propaganda. Per esempio, perché non si fa un sunto, nel sito, delle decisioni prese in Giunta?
Certo ci sarebbe l'Eco del Subasio, ma anche questo viene utilizato come organo di propaganda della maggioranza. E pensare che costa circa 40 mila euro all'anno, pagati con i soldi di tutti anche dei cittadini che non si riconoscono in questa maggioranza. E allora perché non dare il loro spazio anche alle opposizioni? D'altronde anche in questo caso è la legge che lo impone (legge 150 del 2001)
Non c'è trasparenza, c'è tanta foschia nell'operato di questa amministrazione. E quel che ogni giorno constatiamo, ci fa pensare che il peggio deve ancora venire. Avete presente il PUC?

91 mila euro per gli avvocati e per spese giudiziarie. Cioè 180 milioni di lire è il costo dell'arroganza e della testardaggine.
Pagati dal Comune e cioè dai cittadini. A cosa sono serviti questi soldi?
Nel 2001 Bartolini ha citato in giudizio la RAI e il giornale Repubblica, perché in varie trasmissioni ed articoli ("Golem" di Gianluca Nicoletti, "Radio a Colori" di Oliviero Beha, "Mi manda Raitre" di Piero Marrazzo), diedero ad intendere che l'operazione "Mattonata" era poco chiara.
Bartolini, molto sensibile alle critiche, si sentì diffamato e chiese 10 miliardi di risarcimento, intentando varie cause. Vari tribunali e giudici, ad Assisi come a Roma, hanno respinto le pretese dell'allora sindaco e talvolta hanno condannato il Comune a pagare le spese legali.
Alla fine il Comune di Assisi (cioè tutti noi cittadini) ha dovuto sborsare 16.660 euro per gli avvocati di Rai ed Espresso e ben 74.788,19 euro per i legali (esterni) del Comune stesso.
E badate bene, queste sono le spese sostenute sino ad oggi (altre se ne aggiungeranno perché ci sono gli appelli) delle cause civili e delle querele avanzate dal Comune, senza considerare tutte le spese per i processi penali promossi dalla Procura della Repubblica.
Insomma questa mattonata oltre ad essere stata un'opera inutile e costosa, continua a produrre strascichi finanziari a danno della collettività.
......Tanto paga il solito Pantalone.

Il sindaco non ha capito una cosa: che se continua così rischia di attirare su di sé le attenzioni delle autorità giudiziarie.
Andiamo per ordine.
Esiste una zona pedonale, quella della Chiesa Nuova. Le zone pedonali sono regolate dal Codice della strada che all'articolo 3 recita così:
"Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali. "
Ricci sostiene, invece, che parcheggiare di fronte alla Chiesa Nuova è possibile, perché esiste un'ordinanza della Giunta che dà questo privilegio ad assessori e consiglieri comunali.
La legge, come evidente, permette semmai ulteriori restrizioni ma non deroghe in senso permissivo.
Ora è noto a tutti che un'ordinanza comunale non può cambiare una legge dello Stato. Quindi è lampante che quell'ordinanza non ha nessun valore.
Dobbiamo dedurre che chi parcheggia in una zona pedonale è in chiara contravvenzione. E questo la giunta geometrica (perché composta per la gran parte da geometri) potrebbe ignorarlo, ma quel bel giovine del Comandante dei vigili urbani che è laureato in giurisprudenza, dovrebbe saperlo.
Ma ammesso che fosse possibile parcheggiare nella piazzetta della Chiesa Nuova, con quale senso della cosa pubblica e del decoro un amministratore comunale decide di deturpare un angolo così prezioso del centro storico? E' questa la valorizzazzione dei monumenti? Ma che esempio si dà ai propri cittadini? Con quale sfacciataggine, poi, si va a fare multe a chi magari non ha aggiornato il disco orario? Qui siamo di fronte ad una "casta" un po' cialtrona.
Secondo aspetto. Ricci dice di avere un permesso per il centro storico. In realtà ha un permesso speciale, quello riservato a mezzi che svolgono servizi di 'pubblica utilità'. La sua auto privata non risponde a questi requisiti.
Infine, accusano noi della Mongolfiera di badare alla pagliuzza e non alla sostanza delle cose. Caro sindaco, la legalità non è una pagliuzza è il fondamento della vita democratica.
La denuncia apparsa sul nostro blog circa le sfrontatezze dell'assessore al traffico (che parcheggia impunemente in zona pedonale, sotto gli occhi dei vigili), del sindaco e del vicesindaco (che si sono attribuiti permessi di "pubblica utilità" senza averne diritto), è stata ripresa da vari quotidiani locali.
Ma oggi l'assessore Brunozzi, con sprezzo del pericolo e soprattutto della legge, ha parcheggiato la sua Merceds di nuovo nella piazzetta della Chiesa Nuova! Stavolta, però, dalla parte opposta.
Della serie: ma chi se ne frega di tutto voi, della legalità e delle istituzioni!
E va be' l'assessore è quel che è, ma i vigili, possono far finta di niente? Quel bel giovine del comandante se ne sta zitto?