


Dopo la fusione Mignini-Petrini é in atto una forte ristrutturazione aziendale, che potrebbe significare un ridimensionamento dei posti di lavoro.
Questo probelma, che rigurada tante famiglie del nostro territorio, sembra scivolare nell'indifferenza delle istituzioni locali, come se la questione riguardasse altri.
Non c'é molto da sperare, se diamo retta a quanto successo nella vicenda dei dipendenti dell'Hotel Subasio.
In un consiglio comunale é stato annunciato solennemente che il primo marzo sarebbe iniziata una pregestione e che l'accordo con i lavoratori era stato trovato, mancava solo la firma.
Marzo eccolo e non é successo niente, anzi é notizia ufficiale di qualche giorno fa che non vi sarà nessun periodo di pregestione, almeno fin che non finiscono i lavori, e che i lavoratori non hanno nessun accordo, intanto é passato il secondo mese senza stipendio.
IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE SEGNALEREMO ALCUNE QUESTIONI DI INTERESSE GENERALE SULLE QUALE CONFRONTARSI E DIBATTERE. COMINCIAMO DALL'ARTICOLO DI FAUSTO BERTINOTTI SUL TEMA DEL LAVORO E DELLE CLASSI SOCIALI
di Fausto Bertinotti
Walter Veltroni conosce bene il linguaggio dei simboli e della comunicazione, dunque sa bene di cosa parliamo quando polemizziamo sulle candidature dell'operaio e dell'imprenditore. Parliamo delle classi sociali e della lotta tra di esse, cioè della lotta di classe. Bel tema, per capire come ci si colloca in questa società contemporanea e quali interessi e istanze sociali una forza politica vuole difendere.
Penso che se si dice di volerli difendere tutti, in realtà si finisce col difendere solo i più forti. Perciò credo che la politica della sinistra debba essere di parte, cioè organizzare e rappresentare, nel terreno sociale, in primo luogo, gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Del resto così è stato sempre, non solo per i comunisti ma per i socialisti, i socialdemocratici e i labouristi e così continua ad esserlo.
Le classi c'erano nell'Ottocento come nel Novecento, come nel Duemila; diversa è la loro natura, si pensi alla diversità tra i primi del ‘900 e il neo-capitalismo della società dei consumi, diversa la loro composizione, e dunque diverse sono le caratteristiche del conflitto. Ma per sapere che esistono due punti di vista diversi nell'impresa e tra loro conflittuali non c'è bisogno di Marx e neppure dei coniugi Webb, basta la sociologia del lavoro, ben compresa quella americana.
Veltroni dovrebbe sapere che non c'è nulla di più vecchio e di più volte smentito dalla storia come dalla cronaca che la tesi della scomparsa delle classi, della lotta di classe e del capitalismo. Quante volte ne è stato decretato il superamento, salvo ritrovarselo di fronte, ogni volta mutato, e ogni volta portatore di vecchie e nuove diseguaglianze.
Oggi addirittura ce lo troviamo di fronte luccicante nella nuova veste della globalizzazione, una veste così nuova da volerci far credere, proprio mentre il capitalismo tende a farsi totalizzante, così da mettere all'opera non solo le mani ma le menti e i corpi, che si è invece volatilizzato. Qualche anno fa, caro Walter, si è teorizzata la fine del lavoro e il lavoro è scomparso dalla politica, dalle comunicazioni e dalle arti. Ma quando è riapparso ha persino preso la forma drammatica dei corpi degli operai uccisi sul lavoro. Il 2008 non è il '53. Ma alla ThyssenKrupp si muore come a Marcinelle. Storie di operai e di padroni.
Un grande festival della musica antica, nei giorni che precedono il Calendimaggio, e che abbia come coronamento la Festa stessa.
La manifestazione dovrebbe avere come fulcro il centro storico di Assisi ma con il coinvolgimento, nell'attività concertistica, di tutto il territorio comunale: da Tordandrea a Torchiagina, sfruttando le chiese e i castelli.
Lo spunto da cui partire è la Rassegna di Musica antica, organizzata dal Laboratorio medievale di Assisi alla fine degli anni Ottanta. Richiamava gruppi ed esperti del settore da tutto il mondo, era costituito da una sezione didattica e una concertistica, ma ha promosso anche un'importante attività editoriale con la pubblicazione di alcuni volumi di grande interesse scientifico.
Ora si tratterebbe di trasformare la rassegna in un festival, cioè una manifestazione che coinvolga tutta la città: dalle associazioni culturali alle attività imprenditoriali, facendo diventare Assisi - patria del Micrologus, cioè di uno dei gruppi europei più importanti nel settore della musica antica - una sorta di capitale mondiale nel settore.
Concerti nelle piazze e nelle chiese, corsi musicali di vario livello, ma anche una sezione dedicata alla liuteria, alla costruzione di strumenti in generale, al music management.
Il giusto compimento di un grande festival del genere è appunto il Calendimaggio, cioè un luogo verosimile del Medioevo, al quale i vari gruppi potrebbero prendere parte, dando alla Festa un valore aggiunto e uno spessore ineguagliabili.
Un Festival del genere avrebbe ripercussioni turistiche importanti e un valore promozionale per la città di Assisi di grande rilevanza, oltre ad un valore sociale e pedagogico di primo piano.
Invitiamo l'Amministrazione comunale a lasciar perdere "Cera una volta", a ridimensionare le spese per il Lirick e a concentrarsi su iniziative come questa più consone ad una città come Assisi e più utili anche in termini economici.

Leggiamo su un settimanale umbro:
Il Sindaco di Assisi, ingegner Claudio Ricci, ha ricevuto dalle mani del comm. Elio Carletti - presidente dell'Unione Nazionale dei Cavalieri d'Italia, la tessera di socio dell'UNCI.
Nell'occasione il Sindaco Ricci ha concesso a "Umbria Settegiorni" una intervista che ha spaziato su temi locali e nazionali.
Signor Sindaco, a questo punto della legislatura, come giudica il Suo rapporto con i cittadini di Assisi?
"Ci sono certamente diversi motivi che ci consentono di affermare che siamo sulla strada giusta per proporre quelle soluzioni amministrative di cui hanno bisogno, perché dobbiamo considerare che l'Amministrazione Pubblica oggi deve viaggiare in parallelo con il cittadino e come piccolo esempio mi piace segnalare il ripristino delle visite a domicilio come nel caso di un disabile che aveva bisogno di una modifica della rampa di accesso alla sua abitazione, se non segui anche questi piccoli problemi la tua attività di amministratore rischia di essere avulsa dal contesto sociale
...L'abbattimento delle barriere architettoniche è una nostra priorità e
Per numerosi interventi e servizi siamo il secondo comune in Umbria, negli interventi sul sociale siamo spesso considerati un riferimento..."
Su questa vicenda le verità sono queste:
a) Ricci e Massucci sono andati a fare una sceneggiata a casa di Bruno, ma gli hanno fatto presente che bisognava attendere l’approvazione del bilancio per vedere se c’erano soldi per fare la rampa (e quegli impertinenti della Mongolfiera hanno contestato che il fondo straordinario del bilancio era buono per i pasticcini delle inaugurazioni e non per un modesto intervento a favore di un disabile);
b) qualche giorno dopo a casa di Bruno ci è andato il presidente dell’Ater, Ferruccio Benigni, sollecitato dalla consigliere Travicelli, e dopo qualche giorno la rampa è stata costruita.
Dopo questi eventi ci saremmo aspettati che il Comune mettesse la testa sotto la sabbia e cercasse di far dimenticare la brutta figura fatta.
Invece ci si vuol far belli anche con il merito degli altri.
Altro che premio dell’associazione FIABA, o Cavaliere d’Italia, meriterebbe il premio della faccia di bronzo.
L'Amministrazione comunale mette le mani, pesantemente, sul Calendimaggio.
Alla guida dell'Ente è stato riconfermato Salvatore Ascani, zio e grande elettore dell'assessore Leonardo Paoletti, a sua volta delegato dal sindaco a far parte dello stesso Ente. Non è finita: economo è la sorella di Paoletti, nonché nipote di Ascani, Chiara Paoletti.
Addetta stampa, Alberta Gattucci, che è anche corripondente del Corriere dell'Umbria e che anche da questo blog è stata più volte criticata per il suo totale appiattimento sulle posizioni dell'Amministrazione comunale.
A monte di tutto ciò il fatto che il presidente dell'Ente, dopo la revisione dello Statuto (decisa dalle Parti), è il sindaco della città. Sta accadendo quanto non si era mai verificato prima e cioè che una parte politica imprima il proprio marchio sul Calendimaggio.
Una Festa in grave crisi di indentità e di idee, le cui parti non hanno una sede sicura e degna di tale nome e che stanno sempre più perdendo il ruolo di promozione sociale e culturale che hanno ricoperto per decenni.
come eravamo, come siamo, come saremo



Ieri parlavamo del consumo selvaggio del territorio.
Oggi vi portiamo un esempio: su una superficie totale di 6.305 mq., a S. Vitale di Assisi, sorgeranno 6 lotti di abitazioni con un’altezza di m. 6,50 e per una volumetria complessiva di 7.463 mc.
Badate bene, é tutto regolare, era una previsione di piano regolatore, non è stata fatta alcuna variante ad hoc, era ed è una zona C1 di completamento, ed il fatto che lo portiamo all’attenzione non è mosso da un intento scandalistico.
E’ la dimostrazione che, nonostante non vi sia domanda spasmodica di abitazioni, perché la popolazione è stabile, si continui a far costruire anche dove in un fazzoletto di terra (Viole) gli insediamenti sono già fitti.
Un altro elemento desta preoccupazione: ricordate che in un trafiletto di qualche velina del palazzo, il sindaco ha annunciato che la giunta ha monetizzato gli standard’s urbanistici anche nelle zone C1, come quella sopra, affermando che è stato fatto per risparmiare adempimenti burocratici agli utenti.
Niente di più inesatto: molto più prosaicamente il comune preferisce incassare quattro soldi invece di pretendere che nelle lottizzazioni fuori dal centro storico, vengano creati spazi di verde e parcheggi pubblici da cedere alla collettività.
D’ora in poi assisteremo alla creazione di verde o di parcheggi finti, sottratti all’uso collettivo, e che non troveranno una sostituzione né in quell’area né in altra parte del territorio.
Chi lo ripagherà questo sperpero di risorse ambientali ?
Il nostro territorio: una risorsa bruciata
