
Più che le chiacchiere contano i fatti, ci dicono spesso dal palazzo comunale e noi facciamo parlare quelli.
Il comune ha nel bilancio un fondo di riserva, da cui attingere per esigenze straordinarie, causate da eventi imprevedibili o, se previsti, che si siano manifestati con caratteristiche quantitativamente eccezionali.
Il sindaco ha detto alla stampa locale che "il fondo di riserva é stato utilizzato per molti settori e progetti di pubblica utilità, al fine di utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile".
Per gli scopi più vari sono stati prelevati dal 28 dicembre 2007 al 31 ottobre 2008 € 126.610,00:
€ 13.200,00 per l'assunzione di due ingegneri per tre mesi di supporto al settore lavori pubblici.
€ 5.160,00 per emergenza gelate e nevicate mese dicembre 2007.
€ 3.500,00 al regista Enrico Bellini per acquisto 110 copie del DVD "Le Forme della Memoria".
€ 23.000,00 Associazione culturale Zona Franca - contributo organizzazione stagione teatrale 2007-2008 presso il Liryck secondo acconto.
€ 8.000,00 intervento di sistemazione ed arredo aiuole parco Basilica S. Maria degli Angeli.
€ 10.000,00 quale contributo straordinario all'ospedale di Assisi per acquisto di una macchina urologica su richiesta di Fondazione Internazionale Assisi Onlus.
€ 7.500,00 per ricorso in Cassazione contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale sull'accatastamento della Piazza Inferiore di S. Francesco da parte della S. Sede.
€ 12.000,00 per integrazione capitolo per acquisti di beni per attività di rappresentanza.
€ 6.650,00 per contributo ad Associazione culturale "Omaggio all'Umbria" per la realizzazione festival "Assisi nel mondo".
€ 5.000,00 per 10 servizi musicali della Banda di Rivotorto.
€ 12.000,00 per disenfestazione di aree verdi affidata a cooperativa esterna, stante il limitato numero di operai in organico.
€ 2.000,00 per contributo alla Confartigianato di Bastia Umbra per organizzazione manifestazione "Vitae 2008" al centro fiere di Bastia.
€ 10.000,00 quale contributo al Comune di Bettona per l'organizzazione dell'evento "Alle Radici" sul tema dell'Ebraismo dopo la seconda distruzione del Tempio di Gerusalemme a cui è intervenuto lo storico Giancarlo Lehener.
€ 1.000,00 quale contributo all'associazione Strada dei Vini del Cantico per la realizzazione di trasmissioni televisive per la promozione del territorio dei Comuni appartenenti all'associazione.
€ 2.000,00 per un contributo alla Pro Loco di S. Maria degli Angeli per la VII rassegna delle bande musicali.
€ 1.800,00 per contributo al Circolo del Subasio per realizzazione e stampa di una pubblicazione sui dipinti dell'artista Claudio Fronza su vie, vicoli e piazze di Assisi.
€ 3.500,00 per contributo alla Confraternita dell'Immacolata Concezione della Parrocchia di S. Maria degli Angeli per "il tradizionale e grandioso spettacolo pirotecnico" della festa della Madonna.
€ 10.300,00 per la ristampa del volume "Il Nuovo Rinascimento di Assisi - dalla Ricostruzione allo Sviluppo" andato a ruba (perché donato) in occasione della presentazione.
Giudicate voi se questi soldi siano stati spesi per progetti di pubblica utilità o per esigenze straordinarie.
Il presidente della Pro Loco di Armenzano Guerrino Bertoldi ha accusato l’amministrazione comunale di aver trascurato, in questi anni, la propria frazione.
Questo grido di disperazione fa tornare di attualità una questione già affrontata dalla Mongolfiera: il ruolo delle frazioni e del centro storico.
Ormai la città capoluogo, nella considerazione di Ricci e Bartolini, è Santa Maria degli Angeli: ad essa è stata destinata la maggior parte delle risorse comunali e molti altri soldi verranno spesi sia nella realizzazione del PUC1, sia nella realizzazione del PUC2, che di prassi dovrebbe riguardare soprattutto i centri storici.
Alle altre realtà del territorio sono state lasciate le briciole. Ad Armenzano neanche quelle.
Noi crediamo che ad andarsene dal Comune non debba essere Armenzano, paesino delizioso e significativo nella vicenda francescana, ma semmai i capi di questa amministrazione comunale.
Bartolini, negli anni Settanta, fondò la “Lista del Piano”, con l’idea di separare Santa Maria degli Angeli dal resto del territorio. Allora era un’idea sbagliata, ora ci sembra assai interessante. Si ragioni, quindi, sull’ipotesi di ridisegnare i confini comunali.
Santa Maria degli Angeli, che di fatto è attaccata a Bastia, potrebbe costituire con l’Insula Romana un unico comune, mentre il Comune di Assisi andrebbe riperimetrato secondo una logica di omogeneità territoriale e culturale.
Il Centro Storico riacquisirebbe la sua naturale centralità amministrativa e culturale, ne trarrebbe vantaggi economici e sociali considerevoli. Ne beneficerebbero anche le altre frazioni che, senza il drenaggio di risorse di cui gode Santa Maria, tornerebbero ad essere considerate per il loro reale valore.
Avevamo chiesto all'Amministrazione comunale una operazione-verità sul Lyrick, ma come al solito hanno raccontato bugie.
Citiamo testualmente dal comunicato del sindaco: "il contributo del Comune, è, come si puo vedere dal bilancio, che è pubblico, di circa 110mila euro più i normali costi di manutenzione".
A parte che i costi di manutenzione non sono roba da poco, ma decine di migliaia di euro all'anno, Comunque ecco quanto è costata la stagione del Lyrick nel 2006.
Contributi erogati alle compagnie o agli organizzatori: € 205.300,00
Spese correnti per funzionamento del teatro: € 113.462,54
Costo del personale: € 39.456,60
Spese promozione stagione teatrale: € 22.375,92
Spese investimenti per arredi del foyer: € 100.881,60
Proventi per il canone di utilizzo stagione teatrale 2006: € 116.492,00
Differenza in passivo: - € 364.984,66
364 mila euro e rotti (circa 700 milioni di lire) non sono robetta per un'amministrazione che non fa nulla per il turismo.
Poi non abbiamo i bilanci del 2007 e del 2008, che sono lievitati rispetto al 2006. Non li abbiamo perché questi amministratori, ciarlatani e poco trasparenti, disseminano le spese del Lyrick in mille voci di bilancio ed è complicatissimo rimetterle insieme tutte.
D'altronde non dimentichiamo che Bartolini era revisore dei conti nelle amministrazioni degli anni Ottanta e Novanta e sa bene come si rende incomprensibile un bilancio.
Ora i cittadini ci dicano se la nostra battaglia per un ridimensionamento del Lyrick non sia legittima.
E insomma il Lyrick, secondo Ricci, sarebbe il "Sistina bis".
Peccato che ad Assisi di un "Sistina bis" non sappiamo che farcene. Come abbiamo scritto millanta volte serve una politica di marketing turistico aggressiva e competente.
E invece noi i soldi li buttiamo sul Lyrick, perché il Doge degli Angeli così ha deciso.
D'altronde le truppe cammellate vanno adulate e gratificate: panem et circenses, appunto.
Ci siamo divertiti a leggere un articolo di Luca Benedetti sul Messaggero che con lieve e garbato dileggio racconta la notte mondana degli impellicciati. L'occasione è l'anteprima di "Poveri ma belli". Noi abbiamo estrapolato solo la metà finale dell'articolo.
Secondo Ricci abbiamo toccato il fondo perché abbiamo detto che vengono spesi troppi soldi per il Lyrick e nulla si fa per il turismo. Precisiamo.
Noi abbiamo scritto che i soldi che si spendono per il Lyrick e per la rabberciata stagione concertistica dell'estate sono male utilizzati perché non hanno effetti promozionali, cioè non servono a richiamare ad Assisi neanche un turista. E abbiamo proposto che quegli stessi soldi vengano impiegati nell'organizzazione di un paio di grandi eventi di richiamo internazionale: un festival sullo stile di quello che si svolge a Mantova sulla letteratura e una mostra sul tipo di quella sull Perugino o sul Palladio a Vicenza. Sappiamo per certo che manifestazioni del genere producono turismo non solo durante gli eventi, ma anche nel resto dell'anno.
Ricci insiste con il dire che invece il cartellone del Lyrick è di grande prestigio e non va toccato. Allora lo sfidiamo ad una operazione verità. Ci dica quanto ha messo in bilancio il comune per la cultura e il turismo, ci dica quanto spende per il Lyrick e quanto per la stagione concertistica estiva. Ci accorgeremo che sono tanti soldi e che con quei soldi si potrebbe fare molto di più e meglio. Ma il Lyrick non si tocca perché è "cosa" di Bartolini. Neanche l'assessore alla cultura può nulla.
Il sindaco aggiunge che vi sarebbero almeno 200 cittadini provenienti da fuori regione per vedere gli spettacoli del Lyrick.
Se così fosse è facile arguire che sono cittadini che vengono dalle regioni limitrofe e che finito lo spettacolo se ne tornano a casa. Insomma non lasciano nel nostro territorio neanche i soldi di un panino. Non è così che si porta ricchezza nel territorio comunale.
Infine, il sindaco continua a sbandierare fra le iniziative culturali del comune, la stagione del Teatrino degli Instabili: è un'appropriazione indebita, perché la gestione intelligente e ammirevole di quel teatrino è merito esclusivo di Carlo Angeletti e della sua famiglia, che da anni dedicano denaro e passione a quell'attività.
Il sindaco Ricci ci fa sapere che l'amministrazione sta lavorando per garantire la sicurezza dei cittadini. E che cosa fa? Vediamo.
Da due anni Ricci e i suoi sodali vanno raccontando che sono attive decine di videocamere che vigilano su di noi. Non è vero e infatti oggi apprendiamo che la centrale operativa sarà attivata solo alla fine dell'anno. Staremo a vedere.
La nostra sicurezza sarebbe garantita anche da un "gruppo di volontari per la sicurezza". E' una denominazione un po' sinistra, dietro alla quale in certe città del Nord si nascondono le famose ronde della lega, di fascista memoria. Ma ad Assisi vogliamo augurarci e, anzi, riteniamo che non vi sia nessuna ronda. Allora, forse, si fa riferimento ad un paio (o poco più) di volontari ai quali l'amministrazione mette a disposizione auto, benzina e altri rimborsi spese che gli consentono di girovagare nel territorio comunale. Non si è ancora capito bene quale sia il loro ruolo.
Ma la "chicca", in termini di difesa dei cittadini dalla delinquenza, è costituita dalle famose ordinanze sindacali che, secondo Ricci, in evidente delirio di onnipotenza, sarebbero state prese ad esempio anche dal Ministro degli Interni, nonché da decine di altre città. Si fa riferimento a quella vera e propria cialtronata costituita dal provvedimento anti-mendicanti che, oltre ad essere illegittimo, ha avuto l'effetto di farci sbeffeggiare da tutto il mondo e di compromettere il buon nome di città della pace e della tolelranza.
Ma come non bastasse, il sindaco ci ricorda che sono in vigore altre due fondamentali provvedimenti di prevenzione della delinquenza: l'obbligo di chiusura dei locali all'1 di notte e il divieto di portare bottiglie di alcol al di fuori dei locali dopo le 22. Bravo sindaco - complimenti! -sono i provvedimenti di cui aveva bisogno la rutilante vita notturna assisana!
Cari amministratori, voi continuate a raccontare sciocchezze, ad attribuirvi meriti non vostri, a millantare iniziative varie. Assisi è una citta in crisi economica e sociale. Voi pensate che i problemi si risolvano facendo marciapiedi e pavimentazioni, ma la strada da percorrere è un'altra. E le forze di opposizione hanno dato molte indicazioni in proposito.
Ma lei, purtroppo, è un sindaco di parte: è il sindaco del 50,01 per cento dei cittadini. Dimentica troppo spesso l'altra metà.
Eravamo indecisi se titolare questo post "Dilettanti alla sbaraglio" o - come abbiamo fatto - "Oggi le comiche".

L'assessore al turismo Leonardo Paoletti, in una velina battuta per il Giornale dell'Umbria dalla convivente dello stesso Paoletti, Silvia Bartocci (i conflitti di interesse in Italia non fanno più notizia), ci informa che le presenze turistiche in città sono diminuite nei primi otto mesi dell'anno di 24 mila unità rispetto all'anno scorso.
Una cifra importante che, con un calcolo a spanne, significa almeno 10 mila pernottamenti in meno.
L'assessore nel rendere nota la pessima notizia spiega che il Comune ha fatto tanto per il turismo (parcheggi, marciapiedi, manifestazioni, eventi, etc...) ma che la regione non dà le risorse adeguate e che i privati non sono all'altezza della situazione.
Secondo noi i primi a non essere all'altezza della situazione sono gli amministratori. In questi anni hanno organizzato eventi inutili in termini promozionali e buttato soldi al vento.
A che servono i concerti in piazza del Comune o a Santa Maria degli Angeli, i musical del Lirick, i parcheggi vari, i marciapiedi vari, gli ascensori vari, le tonnellate di cemento se non si progetta un percorso promozionale spendibile mediaticamente, se non si elabora un modello nuovo di sviluppo, insomma se non si fa capire all'esterno (Italia e Mondo) che Assisi è una città vivace culturalmente, dinamica socialmente e accogliente?
Perché si dovrebbe tornare ad Assisi (tutti ci sono stati almeno una volta) se non c'è nulla di interessante da fare?
Lo abbiamo scritto tante volte: bisogna comunicare al mondo che la nostra, oltre ad essere la città di Francesco, è un luogo dove avvengono delle cose. Turismo religioso e turismo laico possono convivere.
Abbiamo proposto di lavorare almeno ad un paio di eventi (festival, kermesse, feste, mostre), ad ampio coinvolgimento popolare, sia degli abitanti che dei visitatori, dei quali i media di tutto il mondo possano parlare.
Esempi ce ne sono: il festival della letteratura di Mantova ma anche la Quintana di Foligno, o addirittura - mutatis mutandis - Eurochocolate, ma anche le mostre sul Perugino, o quelle su Palladio a Vicenza e Correggio a Parma, oppure il raduno di Caterpillar a Senigallia, tanto per citare le prime che vengono in mente.
Noi, in tempi non sospetti abbiamo proposto due iniziative, che se veicolate correttamente, potrebbero attirare migliaia di turisti in periodi di bassa stagione: "La città delle lettere" e "Il festival della musica antica".
Di recente abbiamo rilanciato un'iniziativa di cui si parla da tempo, Giotto e i giotteschi ad Assisi.
Sappiamo come andrebbero organizzati e siamo convinti che avrebbero un grande successo, ma nessuno ha ritenuto di raccogliere la proposta.
Ora riprendiamo uno spunto comparso su questo blog: l'Amministrazione comunale proponga un concorso di idee per un evento culturale e promozionale da realizzare entro il 2010. Che sia un concorso di idee vero, aperto a tutti e che sia giudicato da personalità al di sopra di ogni sospetto.
Da un seme può nascere una pianta.