Di seguito riportiamo un estratto da un articolo di Roberto Borgioni, giornalista della Nazione, quotidiano di cultura moderata e non certo vicino al centrosinistra.
"MALISSIMO Assisi. Male Trasimeno, Orvieto e Spoleto. In crescita Perugia. Ecco il trend del turismo nei maggiori comprensori umbri durante i primi nove mesi del 2008. Il raffronto con l’analogo periodo dell’anno precedente mette inaspettatamente in ginocchio la città di San Francesco: nonostante la tenuta del turismo religioso, che conferma Assisi tra le capitali mondiali del settore, la contrazione globale nel movimento di visitatori somiglia a un cappio al collo di albergatori e imprenditori. Soprattutto per quanto riguarda gli stranieri: in un anno Assisi ha perso il 12,1% degli arrivi e il 5,5% delle presenze tra i turisti non italiani. Il dato complessivo, ‘indigeni’ compresi, segnala invece un calo del 7,1% negli arrivi e del 3,8% nelle presenze. Assisi rimane comunque in testa tra i comprensori dell’Umbria per gli arrivi (oltre 400mila) ma scivola al terzo posto nelle presenze (878mila, dietro il Trasimeno e Perugia). Evidente il fenomeno dei ‘pellegrini mordi e fuggi’, gente che arriva al mattino, va a vedere la tomba di Francesco e poco altro e poi riparte prima che faccia notte. Così il sistema-Assisi annaspa".
Noi abbiamo più volte lanciato l'allarme-crisi, ma siamo stati sbeffeggiati. Abbiamo detto che i tantissimi soldi destinati al Lyrick vanno utilizzati, almeno in parte, per la promozione turistica, per la realizzazione di almeno 2 eventi di richiamo internazionale; abbiamo detto che i soldi (decine di migliaia di euro) buttati per il giornalino propaganditico "Eco del Subasio", devono essere destinati alla realizzazione di una rivista di promozione turistica sullo stile di 'Assisi Mia', da inviare a tour operator di tutta Italia, abbiamo proposto che il sito internet diventi portale di servizio e di offerta turistica. Abbiamo chiesto che si affidi il marketing turistico a specialisti del settore.
Ad Assisi si continuano a fare marciapiedi e parcheggi, ma senza turisti queste opere rischiano di diventare cattedrali nel deserto.
La Mongolfiera propone di avviare subito un tavolo con i rappresentanti del settore e delle istituzioni locali, per elaborare una strategia di rilancio del turismo. Le responsabilità dell'amministrazione comunale sono evidenti, ma ora non c'è più tempo per piangere sul latte versato. Ricci abbia l'umiltà di chiamare tutti a raccolta e impari ad ascoltare le istanze dei cittadini
Abbiamo pubblicato queste foto qualche mese fa. Per denunciare il grave stato di abbandono del Pincio e sollecitare un intervento dell'Amministrazione comunale.
In questi giorni assistiamo al ridicolo tentativo di screditare il nostro movimento.

Sono capitato per lavoro a Sassuolo. Città ricca del distretto della ceramica. 40 mila abitanti provenienti da molte parti d'Italia e del mondo. I migranti stranieri, per la gran parte nord africani, sono circa 5000: il 12% della popolazione. Vivono quasi tutti nel quartiere Braida.
La storia è questa. Ricci è un prodotto di Bartolini. Non esisterebbe se il Doge degli Angeli non lo avesse allevato e plasmato fino a farlo diventare sindaco.
Bartolini non aveva bisogno di Ricci, solo che era il più spendibile in termini elettorali e il più affidabile in termini amministrativi. Anche perché l'ex sindaco prepara con accuratezza la sua successione. Mette Ricci all'urbanistica, dove comincia a rilasciare permessi e licenze a chiunque. In breve tempo il "cortese" cadetto si fa notare: disponibile, modi garbato, toni curiali, cervello fino. E, soprattutto universalmente "equivicino", cioè non sa dire no a nessuno.
Tutto è pronto per la successione. "Il lavoro continua", recita lo slogan elettorale. Un messaggio subliminale di Bartolini ai suoi fedeli: badate che il candidato è Ricci, ma dietro ci sono io. Una strategia elettorale perfetta, porta alla vittoria dell'attuale sindaco al primo turno.
Ma messer Bartolo mette qualche paletto, non si sa mai. Così presenta una lista civica con il suo nome e riesce a far eleggere tre consiglieri, quanti bastano per determinare le sorti della maggioranza. Senza quei tre il fedele Ricci non può governare.
E arriviamo ai giorni nostri, nel mezzo del cammin di questa legislatura. Bartolo ha sempre più potere. Direttamente o indirettamente controlla l'urbanistica, le opere pubbliche, il bilancio e il personale. A Ricci lascia le pubbliche relazioni, gli consente di partecipare a tutte le feste e le sagre di paese, gli fa pronunciare gli interventi di apertura di tutti i congressi, lo manda in giro a stringere gemellaggi e gli fa curare i rapporti con l'Onu, la Farnesina, l'Ocse, l'Osce, eccetera.
Tutto questo a Ricci andrebbe anche bene, perché il futuro è un'ipotesi e il suo futuro non è ad Assisi. Assisi serve, è uno splendido trampolino per lanciarsi verso lidi regionali o nazionali. Chi morde il freno, invece, sono quelli che ad Assisi hanno dedicato la vita e che in questa città vorrebbero dire la loro. Speravano che Ricci li affiancasse e facesse squadra. Invece niente.
Così nasce la fronda interna: Cannelli, Morani, Belardoni, Freddii, Zibetti e qualche altro ancora si sono rotti di essere completamente trascurati, anzi ignorati e maltrattati da Bartolini. E fra questi c'è chi consiglia a Ricci di fare fuori lo stesso Bartolini.
Solo che il vicesindaco, furbo come una volpe e previdente come una formica, ha i suoi fedeli in Consiglio comunale: i tre della lista civica e qualche altro che gli deve riconoscenza. Senza di lui non ci sarebbe la maggioranza, a meno che non si apra il mercato della politica...
Chi vincerà questa sfida interna alla maggioranza? Capiremo qualcosa nei prossimi mesi. Ci sono alcuni passaggi delicati. Elezioni provinciali, bilancio consuntivo, Puc 2, elezioni del presidente degli II.RR.BB.Si capirà di più leggendo i risultati di queste partite.
Una cosa sembra certa: nel futuro il Pdl dovrà prescindere dal binomio Ricci-Bartolini. Dovrà scegliere l'uno o l'altro. Ma l'uno e l'altro, da soli, hanno forza elettorale dimezzata.
Sembra che Ban Ki-Moon, Frattini, Olmert e Abu Mazen venerdì 16 gennaio, nottetempo, si siano incontrati in teleconferenza per rispondere con urgenza ad un'interpellanza del sindaco di Assisi (Pg-Italy), Claudio Ricci: partecipare o non partecipare alla manifestazione di Assisi contro il massacro in Medio Oriente? 
Siamo felici e un po' emozionati. Da oggi un nero è sulla vetta del mondo. E' un uomo che ha alimentato la speranza di tutti e soprattutto dei più deboli e degli esclusi.
Nel suo discorso di insediamento Obama è tornato a ripetere che si debbono creare le condizioni perché ognuno ce la possa fare, che i poveri possano diventare ricchi, che gli ultimi possano essere i primi.
Un discorso di sinistra. Un discorso che si contrappone alla logica del mantenimento delle condizioni esistenti. La differenza che c'è fra progresso e conservazione.
Diciamo un discorso un po' diverso da quello che Berlusconi fece ad una ragazza precaria che gli chiedeva come fosse possibile affrontare il futuro con un po' di serenità. Il Cavaliere, seppure scherzosamente, rispose "sposi mio figlio".
Berlusconi, infatti, non è andato a Washington al discorso di insediamento perché, ha detto, "io sono un protagonista, non una comparsa". Non c'è andato nessun altro del nostro governo.
Già, il premier doveva risolvere il problema Kakà.
Le forze di opposizione assisane che hanno promosso l'incontro del 17 gennaio, Partito Democratico, Mongolfiera,Italia dei Valori, Comunisti Italiani e Sinistra Critica, hanno divulgato un comunicato stampa in cui affermano che il confronto è stato utile e costruttivo.
Ha rappresentato un'occasione per discutere in modo schietto sul futuro del nostro Comune e del nostro territorio.
E' emersa la comune volontà di dialogare con tutte le forze politiche oggi all'opposizione e nessuno ha posto veti di alcun genere.
Riteniamo che sia stato compiuto un passo importante, che pur non prefigurando alleanze future, tutte da discutere e da definire, pone le basi per realizzare un'attività politica nel territorio e in Consiglio comunale più coordinata e incisiva.
Nelle prossime settimane il confronto avviato continuerà con tutti coloro che vogliono dialogare e si valuteranno i tempi e i modi per organizzare eventuali iniziative
congiunte su temi specifici particolarmente sentiti daicittadini.
L'Amministrazione Ricci-Bartolini, infatti, secondo l'analisi di tutti i presenti, in questi anni ha mostrato una profonda disattenzione e inadeguatezza su temi cruciali quali: turismo, commercio, crisi economica, lavoro, sociale (in particolare per quanto riguarda giovani, anziani, infanzia), sviluppo delle frazioni più piccole, cultura, pace e ruolo internazionale di Assisi.
Con l'ingenuità dei bambini ci siamo chiesti: "che direbbe Francesco di una città, la sua città, che non aderisce ad un appello per la fine di un massacro?"
Chissà se è ammesso farsi domande sul pensiero di un santo?
Crediamo di sì. Crediamo che chi vive Assisi abbia il dovere, più degli altri cittadini delle altre città, di interrogarsi su quali siano i comportamenti da tenere nel rispetto di san Francesco, del suo stile di vita, del suo messaggio di fratellanza.
Ieri il Vescovo Domenico Sorrentino ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta alla Cittadella, poi ha parlato nella piazza Inferiore e ha tuonato contro il "naufragio della politica" , ha lanciato un appello affinché tutti facciano qualcosa per mettere fine al "terrore e all'orrore".
Giusto. Ogni coscienza deve indignarsi di fronte al terrorismo di Hamas e all'orrore che stanno provocando i bombardamenti israeliani a Gaza. Ci tolgono il respiro quei corpi sbudellati, quei bambini morti, con lo sguardo fermo di chi non ha neanche avuto il tempo di mettersi a piangere.
Ieri ad Assisi c'erano migliaia di persone, centinaia di gonfaloni. Hanno aderito alla manifestazione per la pace in Medio Oriente centinaia di comuni e province amministrati dal centrodestra e dal centrosinistra. Hanno aderito anche alcuni consigli regionali, fra questi il consiglio regionale del Veneto.
Mancava il Comune di Assisi, la città di Francesco. I nostri amministratori non hanno sentito il dovere di indignarsi di fronte "al terrore e all'orrore". Non hanno sentito il dovere di venire a gridare: "Smettete il massacro!".
Stavano rinchiusi lassù, dentro al Comune, a pensare nuove opere pubbliche e a rilasciare altre licenze urbanistiche.