Ora il centrosinistra ad Assisi non può più tergiversare.
I dati delle elezioni europee dicono che, rispetto alle precedenti europee, il Pd ha perso circa 800 voti, il Pdl ne ha conquistati circa 500, ma ora si affaccia sulla scena locale un nuovo attore: la Lega, che si aggiudica quasi 700 voti
Ma i problemi a sinistra non finiscono qui, perché i tre partiti della sinistra-sinistra, tutti assieme, non raggiungono i 1000 voti, contro i circa 1600 di 5 anni fa.
Insomma, mentre il centrodestra aggiunge al lauto bottino delle precedenti europee 1300 voti, il centrosinistra ne perde 1400. La distanza fra i due poli si allarga di circa 15 punti percentuali.
In mezzo c'è l'Udc che alle europee si conferma sul 9%.
Una emorragia che rischia di produrre un vero dissanguamento. Pertanto è necessario un intervento urgente.
Si riprenda senza tanti distinguo e sottigliezze, l'opera di tessitura fra tutte le forze del centrosinistra avviata dalla Mongolfiera.
Il Pd dovrà uscire dalla palude. Dalla principale forza di centrosinistra si attende un ruolo guida e di stimolo: finora il partito Democratico è sembrato impegnato soprattutto in una grande lotta interna per definire i rapporti di forza. Ora è necessario riorganizzarsi, in funzione elettorale, in un tavolo permanente, addirittura una federazione delle forze di centrosinistra.
L'obiettivo primario deve essere il recupero di quei 1400 voti svaniti. Allora è necessario incontrarsi, elaborare proposte. Bisogna aprire un dialogo costante e capillare con gli elettori.
E' ora di ragionare senza pregiudizi, pretese egemoniche e velleità di predominio. E ora di fare politica.
