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La Mongolfiera è un'associazione politico-culturale che opera in Assisi. Questo blog vuole essere un luogo di ragionamento, di proposta, di vigilanza e di protesta.

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mercoledì, luglio 01

IL DISPREZZO DELLA DEMOCRAZIA 2

FOTO_DEMOCRAZIA

Il titolo del post sembra il sequel di un film di cassetta, ma ahimé si tratta solo della replica replicante di un atteggiamento di disprezzo a consentire un dibattito pubblico sulle questioni che riguardano la città, già da noi denunciato in passato.
 
C’è su tutti i maggiori giornali italiani la polemica insorta a seguito del “non possumus” dell’arcivescovo Mons. Sorrentino alla effettuazione dello spettacolo di Dario Fo sulla Piazza Inferiore di S. Francesco.
 
Oramai ne parlano in tutto il mondo, ma ad Assisi è vietato parlarne e solo questo blog ha sollevato il problema.
 
Non sappiamo se è oggetto di discussione nei bar e negli uffici e se è vero, come dicono in Curia, che il popolo è con il suo Vescovo.
 
Sicuramente non se ne è parlato nel luogo deputato, e cioè in consiglio comunale, perché il sindaco non ha sentito il dovere civico e democratico di fare comunicazioni al riguardo nel consiglio comunale del 29 giugno, quando il fatto è stato reso noto solo due giorni prima.
 
Si é voluto a tutti i costi impedire un sereno dibattito su un argomento importante per la città.
Ulteriore dimostrazione del radicato disprezzo della democrazia in un sindaco che vuole presentarsi dai modi garbati e civili nel tratto, ma che nasconde pulsioni autoritarie.
 
Tranne che nei confronti dei potenti, che si comportano da feudatari sulle piazze pubbliche.     
postato da: mongolfiera1 alle ore luglio 01, 2009 19:55 | link | commenti (47)
categorie:

Commenti
#1    01 Luglio 2009 - 20:27
 
la democrazia? il dibattio pubblico? ma cosa state cianciando da noi basta il pulpito e qualche volta nemmeno quello, per comunicare ai sudditi le volontà delle loro eminenze (due datemi retta sono due l'altra risiede a santa bastia degli angeli) . Assisi d'altronde riposa tranquilla pure il pd non capisce cosa è successo, cosa vuoi che sia una piazza vietata da sua eccellenza "il popolo lo vole". Ricerca storica, cultura queste sono cose da comunisti meglio ministri leghisti razzisti o veline dentro e fuori la chiesa. La prossima volta invece di convocare giunta o consiglio comunale perchè non sottoporre le problematiche direttamente all'unico che conta giù al vescovado mentre gli uomini del pd attendono amorevolmente la santa benidizione sia ad Assisi che a Perugia. Silenzio
utente anonimo

#2    01 Luglio 2009 - 21:44
 
Laici ?
C'è rimasta solo Sinistra e Libertà.
utente anonimo

#3    01 Luglio 2009 - 22:52
 
la città delle banane! Avete voluto come sindaco un prete laico? ora tenetevelo e non piangete per la crisi del turismo e per la carenza di manifestazioni.
p.s voi della Mongolfiera sistemate il titolo, però
utente anonimo

#4    02 Luglio 2009 - 10:07
 
"Il rifiuto da parte della comunità religiosa rappresenta un'occasione persa per Assisi, visto che i tre giorni di spettacolo avrebbero realizzato senz'altro un indotto per il settore turistico ma anche un'opportunità in meno di promozione della città visto anche la rilevanza mediatica che l'evento avrebbe creato. Va però anche detto che tale rifiuto è comprensibile vista la forte connotazione anticlericale del personaggio Dario Fo".

il discrimine è su base religiosa decisa dal vescovo e appoggiata dall'amministrazione siamo in italia non nello Stato Pontificio, ma forse non se ne è accorto nessuno, ricordando la bandiera vaticana che sventolava gloriosa dalle finestre del comune. A quando un lieve balbettio del pd locale sul tema? Silenzio
utente anonimo

#5    02 Luglio 2009 - 12:54
 
Il PD locale è un partito di sordomuti
utente anonimo

#6    02 Luglio 2009 - 18:32
 
questa assenza di ogni anelito del pd locale è vergognosa ma non si può rimanere fermi di fronte a tanta barbarie da inquisizione.
utente anonimo

#7    02 Luglio 2009 - 18:37
 
Mancata concessione della Piazza Inferiore: interviene l'assessore alla cultura Paoletti


ASSISI - "Il rifiuto da parte della comunità religiosa rappresenta un'occasione persa per Assisi, visto che i tre giorni di spettacolo avrebbero realizzato senz'altro un indotto per il settore turistico ma anche un'opportunità in meno di promozione della città visto anche la rilevanza mediatica che l'evento avrebbe creato. Va però anche detto che tale rifiuto è comprensibile vista la forte connotazione anticlericale del personaggio Dario Fo". A parlare è l'assessore alla cultura e al turismo Leonardo Paoletti, dopo che il "gran rifiuto" del vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, di concedere la Piazza Inferiore di San Francesco ad uno spettacolo del premio Nobel nel quale si sostiene che i dipinti di Giotto non sono del celebre pittore ha trovato anche l'interesse di diversi quotidiani nazionali. "La volontà della comunità religiosa di partecipare alla vita della città e dei cittadini - aggiunge l'assessore Paoletti -seppure nel rispetto dei ruoli, passa attraverso un rapporto di collaborazione che fin'ora c'è sempre stato e auspico sia sempre maggiore. Ci preme peraltro sottolineare che Dario Fo ha respinto qualunque altra location proposta dall'amministrazione e che mai, nei numerosi incontri avuti anche con Io stesso Fo, l'attore ha spiegato che si trattava di un testo critico nei confronti della autenticità degli affreschi: avendo saputo la reale natura dello spettacolo non avremmo mai accettato di inserirlo all'interno della 'Mostra- Evento' su Giotto, visto che sarebbe stata una scelta da stupidi autolesionisti. Il nostro rapporto con la comunità religiosa - conclude l'assessore alla cultura e al turismo - è di collaborazione e non di sudditanza, ci sarebbe invece da chiedersi circa l'onestà di Dario Fo che ci ha taciuto le reali intenzioni del suo spettacolo". Dal canto suo, Monsignor Sorrentino, pur riconoscendo i meriti di Fo, "grande artista e letterato", conferma la sua decisione, sottolineando come questa sia "stata presa d'intesa con i presbiteri e con i frati del Sacro Convento. Il rifiuto - spiega Sorrentino in una lettera inviata al sindaco di Assisi, Claudio Ricci -non implica un giudizio sulla rappresentazione stessa o sui testi che ci sono stati sottoposti, anche se in questi ultimi sorprende che i riferimenti a Giotto siano molto ridotti. Il discorso verte su San Francesco, ma privilegiando episodi che, a parte l'incontro con Innocenzo III e il sogno della Basilica del Laterano, non sono esattamente quelli del ciclo giottesco".
utente anonimo

#8    02 Luglio 2009 - 18:40
 
Mancata concessione della Piazza Inferiore: interviene l'assessore alla cultura Paoletti


ASSISI (fla.pag.) - "Il rifiuto da parte della comunità religiosa rappresenta un'occasione persa per Assisi, visto che i tre giorni di spettacolo avrebbero realizzato senz'altro un indotto per il settore turistico ma anche un'opportunità in meno di promozione della città visto anche la rilevanza mediatica che l'evento avrebbe creato. Va però anche detto che tale rifiuto è comprensibile vista la forte connotazione anticlericale del personaggio Dario Fo". A parlare è l'assessore alla cultura e al turismo Leonardo Paoletti, dopo che il "gran rifiuto" del vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, di concedere la Piazza Inferiore di San Francesco ad uno spettacolo del premio Nobel nel quale si sostiene che i dipinti di Giotto non sono del celebre pittore ha trovato anche l'interesse di diversi quotidiani nazionali. "La volontà della comunità religiosa di partecipare alla vita della città e dei cittadini - aggiunge l'assessore Paoletti -seppure nel rispetto dei ruoli, passa attraverso un rapporto di collaborazione che fin'ora c'è sempre stato e auspico sia sempre maggiore. Ci preme peraltro sottolineare che Dario Fo ha respinto qualunque altra location proposta dall'amministrazione e che mai, nei numerosi incontri avuti anche con Io stesso Fo, l'attore ha spiegato che si trattava di un testo critico nei confronti della autenticità degli affreschi: avendo saputo la reale natura dello spettacolo non avremmo mai accettato di inserirlo all'interno della 'Mostra- Evento' su Giotto, visto che sarebbe stata una scelta da stupidi autolesionisti. Il nostro rapporto con la comunità religiosa - conclude l'assessore alla cultura e al turismo - è di collaborazione e non di sudditanza, ci sarebbe invece da chiedersi circa l'onestà di Dario Fo che ci ha taciuto le reali intenzioni del suo spettacolo". Dal canto suo, Monsignor Sorrentino, pur riconoscendo i meriti di Fo, "grande artista e letterato", conferma la sua decisione, sottolineando come questa sia "stata presa d'intesa con i presbiteri e con i frati del Sacro Convento. Il rifiuto - spiega Sorrentino in una lettera inviata al sindaco di Assisi, Claudio Ricci -non implica un giudizio sulla rappresentazione stessa o sui testi che ci sono stati sottoposti, anche se in questi ultimi sorprende che i riferimenti a Giotto siano molto ridotti. Il discorso verte su San Francesco, ma privilegiando episodi che, a parte l'incontro con Innocenzo III e il sogno della Basilica del Laterano, non sono esattamente quelli del ciclo giottesco".
utente anonimo

#9    02 Luglio 2009 - 18:47
 
Assisi - Stato del Vaticano
utente anonimo

#10    02 Luglio 2009 - 22:19
 
non regge è il monsignore che ha detto di no perchè Dario Fo è anticlericale poi tutte le arrampicate sugli specchi dell'assessore per non far percepire che la città è governata e ricattata dal clero sono parole in libertà. Che non sia mai che il prossimo anno non vengano concesse le chiese per qualche manifestazione come il calendimaggio scambiando la "collaborazione" per sudditanza vero assessore?
utente anonimo

#11    03 Luglio 2009 - 11:31
 
non avete proprio argomentazioni. che noia, non sapete parlar d'altro
utente anonimo

#12    03 Luglio 2009 - 11:49
 
il problema è che questo comune che è monotono espone bandiere vaticane e definisce la linea politica in base ai dictat vescovili
utente anonimo

#13    03 Luglio 2009 - 18:28
 
brutta vicenda che dà il senso di quanto inadeguata siaquesta amministrazione comunale. L'intervento di Paoletti - slurp, slurp - dà insieme il senso dell'impotenza nei confronti del clero e dell'incapacità nel confrontarsi con personaggi dello mspesso re di Fo.
utente anonimo

#14    03 Luglio 2009 - 18:50
 
spessore di Fò ? un giullare che per sbaglio ha ricevuto il nobel, non scerziamo. Credo non abbia gli strumenti necessari per poter affermare che gli affreschi in Basilica non sono di Giotto. E sapete cosa vi dico che è molto meglio che non abbia fatto lo spettacolo se è questo che voleva dire Bravo Paoletti
utente anonimo

#15    03 Luglio 2009 - 19:41
 
a dire la verità dovrebbe dire bravo MONSIGNORE, perchè se non ci fosse stato il SUO intervento lo spettacolo si sarebbe fatto. Sappiamo tutti che la polemica sugli affreschi di Giotto o non suoi non è stata attivata ora ma è nell'aria da qualche anno, le tesi a confronto seppur portate da un Giullare come Dario Fo, che secondo qualcuno ha ricevuto il nobel per sbaglio (attendendo il nobel al cemento), poteva solo far bene alla città addormentata e dimenticata, perchè sarebbe stato vero oggetto di polemica ma su giornali nazionali e di altri paesi mettendo a confronto idee e facendo parlare guarda caso di Assisi senza bisogno di campagne pubblicitarie di migliaia di euro. Che dire un altra occasione persa grazie a MONSIGNORE, e a una amministrazione totalmente priva di autonomia laica. Silenzio
utente anonimo

#16    03 Luglio 2009 - 21:41
 
cosa ci si può aspettare da una amministrazione che consegna il teatro Metastasio per anni ad una semisetta religiosa sponsorizzata, guarda un po', dalla curia e che realiza musichelli di dubbio valore artistico in serie da s.Chiara a padre Pio al presepe di Greccio.......
utente anonimo

#17    03 Luglio 2009 - 22:21
 
un invito all'opposizione ad interessarsi di più al teatro metastasio per comprendere gli intrecci che vi sono in Assisi tra potere politico e "potere temporale" ? oppure un semplice invito a capire perchè è stato trasformato in un bivacco per alcuni?
utente anonimo

#18    04 Luglio 2009 - 00:37
 
i turisti non ci sono, iniziative culturali e promozionali neanche a parlarne, rimane il dinamismo di organizzazioni settarie: tale Patrizio Paoletti, con una mostra sulla 2maraviglia", mischiando l'espterico alla pedagogia, pseudo-cavalieri di malta che fanno cerimonie sontuose alla Chiesa Nuova, Chiara di Dio, ovvero una vergognosa operazione commerciale mascherata da musical sacro. I mercanti hanno definitivamente invaso il tempio e Sorrentino si preoccupa di vietare lo spettacolo di Dario Fo
utente anonimo

#19    04 Luglio 2009 - 00:54
 
vietare l'espressione blasfema di un comunista dovrebbe essere l'opera di ogni bravo cristiano.
utente anonimo

#20    04 Luglio 2009 - 08:52
 
Ieri sera ho visto su alcuni tg nazionali la " prima " di Dario Fo su Giotto.
Immagino che anche i quotidiani nazionali e i media ne parleranno a lungo.
Grande spazio a Cesena, dove è stato presentato lo spettacolo.
Tanta pubblicità e promozione turistica gratis.
Su Assisi solo poche parole e tutte in negativo per raccontare questa storia allucinante del vostro vescovo.
C'è la crisi economica ?
Non arrivano i turisti ?
Non si fa nulla per incentivarlo ?
Qualcuno si lamenta ?
Qualcuno comincia a dire che muore di fame?
Andate a cena a casa del vescovo.
O a casa del sindaco o di quel genio dell'assessore o dai frati.
E smettetela di scassare...
utente anonimo

#21    04 Luglio 2009 - 14:44
 
Perchè vi scaldate tanto... avete sempre fatto la guerra al clero insieme a Dario Fo, mi sembra lecito che il clero si incazzi ogni tanto con i compagni e gli sbatta la porta in faccia!
utente anonimo

#22    04 Luglio 2009 - 16:26
 
Il clero si può incazzare quanto e quando vuole.
In uno stato laico normale non gode degli immensi privilegi che ha in Italia.
Se poi tu sei sempre e comunque un servo ( dei padroni, del clero, di tutti i poteri che esistono ) direi che è solo una questione di gusti.....li conosco questi gusti.... sempre proni, sempre appecorati, sempre a novanta gradi, sempre.....
utente anonimo

#23    04 Luglio 2009 - 18:28
 
ad assisi molti isitituti religiosi fanno concorrenza ad alberghi e strutture ricettive senza neanche avere licenze ne essere a norma ne pagare uno straccio di tassa ... ma nell'assisi dove governa il vescovo questo è naturale visto che il comune non fa nessun controllo.
utente anonimo

#24    04 Luglio 2009 - 20:11
 
ma quante ne volete??? Hanno dato " IL NUOVO SPLENDORE " al hotel Subasio, tanto per cominciare. Non vi siete accorti???
utente anonimo

#25    04 Luglio 2009 - 23:00
 
Nessuno prende la parola in merito alla disputa sulla proprietà della piazza inferiore di S. Francesco.
E' del Vaticano o del Comune?
Perché l'attuale amministrazione si sta traccheggiando su questo problema?
La risposta è semplice e ve la lascio immaginare!!
utente anonimo

#26    05 Luglio 2009 - 09:08
 
Sono il 21 e rispondo al 22.
Per tua informazione io sono anticlericale da sempre, non ho tessera di partito, sono un libero professionista
quindi non devo nessun grazie ad alcun "padrone" o a qualche uomo politico (come succede per tanti a sinistra
che trovano lavoro nella sanità, in provincia, in regione. Potrei anche farti tanti nomi di gente 'impucata' dai partiti di sinistra ma visto che questo è un forum anomalo
dove tutti sono anonimi sarebbe molto scorretto).
I privilegi che ha il clero li ha concessi Mussolini con i patti Lateranensi. Io comunque, in tanti anni, non ho mai sentito nessuna proposta
da parte della sinistra di abolire o revisionare queste leggi (ti ricordo pure che la sinistra è stata anche al governo).
Per concludere: se qualcuno viene a casa mia e sputa sul piatto dove mangia io lo mando fuori a calci sul sedere, quindi bene ha fatto il vescovo
a non far venire Dario Fo, bene farebbe Berlusconi se caccciasse via dalle sue televisioni tutti quelli di sinistra. (con questa ultima
affermazione ti ho lasciato il fianco scoperto, quindi te lo dico prima non sono assolutamente berlusconiano e, in caso di risposta, evita di affibbiarmi
i soliti insulti che provengono da una cultura staliniana e non certo francescana!)
utente anonimo

#27    05 Luglio 2009 - 11:20
 
Ma il commentatore n. 26 che è poi anche il 21 e che poi è anche un professionista non si è accorto delle assunzioni "targate" centro-destra nel comune di Assisi ? Non si è accorto dei professionisti di centro destra che riescono ad avere incarichi dal comune e dai privati proprio perchè vicini al colore politico dell'amministrazione Bartolini-Ricci ? Se non si è accorto evidentemente è distratto o non ci vede bene.
utente anonimo

#28    05 Luglio 2009 - 12:07
 
I distratti siete voi che volete solo criticare,ma non per costruire ...per distruggere!Complimenti all'utente 26, al Vescovo di Assisi, a Leonardo Paoletti. A tutta l'Amministrazione!
Quando Assisi è stata amministrata dalla sinistra cosa è stato fatto ? Le chiacchiere come sta facendo ora. Questa è la vostra politica, questo è il vostro obiettivo... Complimenti anche a Voi.
utente anonimo

#29    05 Luglio 2009 - 13:42
 
Sono il 22 per il 21 che nel frattempo è diventato il 26 ( se non altro abbiamo messo insieme un terno che può essere promettente....... ).
Confesso che non riesco a trovare un filo logico nel tuo discorso.
Ma forse è colpa mia.
Non capisco in particolare chi è il proprietario della casa e del piatto.....
Quindi passo e chiudo.

PS: ho sempre combattuto violentemente tutte le forme di stalinismo.
Non ho una " cultura francescana ", non sono mai stato inutilmente anticlericale: ho una concezione profondamente e autenticamente laica della società e dello stato.
utente anonimo

#30    05 Luglio 2009 - 17:56
 
dario fo non è vanuto a casa di nessuno ma è stato invitato dall'amministrazione per una manifestazione che riguardava giotto. Al vescovo di assisi cosa dicesse fo nel suo spettacolo non gli e ne fregava nulla la sua è stata una netta presa di posizione in base alle idee politiche, che poi si voglia sbandierare che sono state le posizioni di fo sul tema delle pitture (sputare sul proprio piatto) è una posizione di ocmodo per coprire che ad Assisi chi ha detto no, non è stata l'amministrazione per i motivi poi addotti ma il vescovo. E cioè la città di Assisi è politicamente governata da un signore che non è stato eletto dai cittadini ma governa nei fatti il "vescovo conte". Che poi il comune come descritto dall'intervento 27 faccia la stessa cosa al suo interno con le "consulenze" e incarichi questo è sotto gli occhi di tutti. Silenzio
utente anonimo

#31    05 Luglio 2009 - 18:14
 
a palazzo grazioli ..... ragazzine che ballano davanti al premier sul tema "Menomale che Silvio c'è" . I palazzi romani finnalmente ritornano agli antichi fasti romani mentre la lega fa approvare leggi raziali.
utente anonimo

#32    05 Luglio 2009 - 18:19
 
Il Sunday Times: «In arrivo
altre foto scattate a Villa Certosa»
Le immagini sarebbero pubblicate poco prima del G8: tra queste il finto matrimonio di Berlusconi e un bacio saffico.
Bene cosi almeno i grandi della terra invece di ridere sulle barzellette deficenti del premier rideranno su qualcosa di più consistente. Viva l'italia dei clown della destra berlusconiana.
utente anonimo

#33    05 Luglio 2009 - 18:44
 
il pd di assisi si sbraccia tanto sulel statuine a petrignano, mentre su Fo che viene allontanato nulla dice. anche loro in ginocchio davanti al vescovado attendendo la carotina benedetta?
utente anonimo

#34    05 Luglio 2009 - 21:45
 
Ormai è chiaro a tutti che il governo Berlusconi ha tentato, e insiste ancora nel tentare, di portare avanti un piano scellerato e piduista, una autentica eversione dell'ordinamento giudiziario e della libertà di informazione".
utente anonimo

#35    05 Luglio 2009 - 21:48
 
Sandro Pertini

Oggi la nuova resistenza in cosa consiste, ecco l’appello ai giovani di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica della democrazia, e cioè oggi ci vuole due qualità mia giovane amica (si rivolge ad una ragazza ) l’onestà ed il coraggio, (applausi) l’onestà,l’onestà, l’onestà, e quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo, di cercare di essere onesti prima di tutto, la politica deve essere fatta con le mani pulite, non ci possono essere, se c’è qualche scandalo, se c’è qualcheduno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato!

utente anonimo

#36    06 Luglio 2009 - 14:04
 
I vescovi: "Libertinaggio
non è affare privato"


Monsignor Mariano Crociata
LATINA - Lo sfoggio di un "libertinaggio gaio e irresponsabile" a cui oggi si assiste, non deve far pensare che "non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori": lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, in una omelia pronunciata a Le Ferriere di Latina in occasione di una celebrazione in memoria di Santa Maria Goretti.

"Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere".

Secondo monsignor Crociata, con un riferimento che appare in tutta evidenza diretto alle polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi".

In proposito, mons. Crociata ha citato anche quanto detto di recente dal presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco: 'Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti".

Un pericoloso comunista alla direzione della CEI ?
utente anonimo

#37    06 Luglio 2009 - 14:41
 
Troppo pochi i soldi alle scuole cattoliche. Basterà un ritocco e "vola in cielo l'anima benedetta"
utente anonimo

#38    07 Luglio 2009 - 00:12
 
MONZA - Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, 50 anni, e la moglie Maria Gabriella Podestà, 48, hanno definito lunedì un accordo di separazione consensuale di fronte al Tribunale di Monza. L'udienza si è tenuta nel capoluogo della provincia lombarda perchè il ministro dei Beni culturali ha da tempo trasferito la sua residenza ad Arcore, vicino alla villa del premier Berlusconi, abbandonando la sua Fivizzano, in Lunigiana, di cui nel 1990 era diventato sindaco nelle file del Pci.

PIENO ACCORDO - Il ministro era assistito dall'avvocato Emidia Zanetti Vitali mentre a fianco della moglie c'era l'avvocato Cesare Rimini. I due coniugi hanno raggiunto un pieno accordo anche per l'affidamento del figlio di 11 anni. Bondi, sposato dal '93, convive da almeno un anno con Manuela Repetti, 43 anni, figlia di un costruttore di Novi Ligure e dal 2008 deputata del Pdl. Al termine dell'udienza il ministro ha evitato ogni commento, dribblando giornalisti e fotografi e allontanandosi da un'uscita posteriore del tribunale.

deputata del pdl ....... non si fanno mancare nulla questi difensori della famiglia ad oltranza ..... anzi meglio delle molteplici famiglie che poi approdano chissa come in parlamento.
utente anonimo

#39    07 Luglio 2009 - 10:24
 
finnalmente più vigili in Assisi ..... solo parenti a amici degli amici, non solo consulenze ma anche assunzioni
utente anonimo

#40    08 Luglio 2009 - 17:32
 
chi sono i nuovi vigili ?
utente anonimo

#41    08 Luglio 2009 - 19:06
 
quando saranno ufficilizzati resterete di stucco figli e fidanzatini ..........
utente anonimo

#42    08 Luglio 2009 - 19:34
 
Napoli, ruba un pacco di wafer da 1,29 euro
condannato a tre anni di detenzione"

Si è scusato, ha rubato per fame (e per cosa altrimenti?).

giustizia è fatta mentre il pedofilo ha la legge alfano a proteggerlo
utente anonimo

#43    09 Luglio 2009 - 14:30
 
G8: una parata mediatica molto costosa
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Il G8 è un incontro inutile, non rappresentativo, che sforna solo decisioni generiche che vengono puntualmente disattese. Una riunione mediatica che quest’anno è costata ben 400 milioni di euro.
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Altro che “G8 low cost“, come lo ha definito il capo della Protezione civile, il summit degli otto “grandi” che si sta svolgendo a L’Aquila costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta contro la povertà: 400 milioni contro l’elemosina dei 321,8 milioni stanziati quest’anno per il sostegno allo sviluppo. La diffusione dei costi del vertice archivia definitivamente l’irrealistica promessa dei risparmi di 220 milioni di euro, assicurati dal Premier, dovuti allo spostamento del G8 dalla sua sede originaria della Maddalena nella città terremotata dell’Abruzzo.

A questo punto, più che un vertice “sobrio e solidale per rilanciare un territorio e far stare i grandi vicino alla tragedia della gente comune” il G8 de L’Aquila ha tutto il sapore di essere un doppio spreco, con l’aggravante della spettacolarizzazione della tragedia delle popolazioni colpite dal sisma, buttate in pasto ai media e beffati dai finti risparmi destinati alla ricostruzione.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha denunciato questa esorbitante cifra spesa per l’inutile ed inconcludente incontro tra gli otto paesi “più industrializzati” e nell’affrontare l’analisi delle cifre precisa che la stima è stata pure fatta al ribasso.

I costi totali, presi in considerazione dalla Tavola della pace, comprendono sia le spese per l’adeguamento delle strutture alla Maddalena, sia i lavori svolti a L’Aquila. Si parla di 209 milioni di euro per le opere di bonifica e adeguamento dell’”Arsenale”, la struttura della Marina militare che avrebbe dovuto ospitare il vertice, 50 milioni di euro spesi in Abruzzo, 35 milioni stanziati dal ministero degli Esteri per le attività preparatorie del vertice e circa 85-90 milioni di euro spesi per la sicurezza dell’evento. Il sindacato di polizia parla di 87 milioni di euro contro i 113 previsti per La Maddalena. Non vengono prese in considerazione, anche perché sconosciute, le spese per l’organizzazione dei vertici tematici che si sono svolti in varie città italiane: dal G8 sull’ambiente di Siracusa all’incontro dei ministri degli Esteri a Trieste. Il totale? 379 milioni di euro.

Tutto questo per non parlare dell’enorme danno economico arrecato alle strutture sarde, come ad esempio quelle alberghiere, ai disagi che dovranno subire le 40 delegazioni che parteciperanno al G8 che dovranno fare la spola tra Roma e L’Aquila aggravando la sicurezza e la viabilità, alle ulteriori difficoltà che dovranno subire i cittadini terremotati che si aggiungeranno a quelle quotidiane con cui gli aquilani convivono ormai da mesi.

Dunque, sprechi e complicazioni per un vertice che si può considerare superato, dato che rappresentativo per il solo 50% dell’economia prodotta a livello mondiale ed esclude i paesi come Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa. Un summit tanto più inutile se si considera che per settembre 2009 è previsto un nuovo G20, che, risultando più democratico ed efficace, ha nei fatti messo in luce tutti i limiti della formula del vertice tra pochi “grandi” del pianeta.

Una inconcludente riunione mediatica che ha la pretesa di essere un forum globale, ma si riduce a proporre soluzioni generiche, le cui decisioni non sono neppure vincolanti, tant’è vero che vengono puntualmente disattese.

Un incontro che potrebbe benissimo tenersi in videoconferenza, come già da tempo aveva proposto Sinistra e Libertà, come forma di consultazione a tempo perso, senza sprecare denaro pubblico inutilmente. E di denaro ne è stato sprecato: ben 400 milioni spesi in seguito al “trasloco” del G8, equivalenti alla cifra annunciata a dicembre 2008, quando il vertice doveva tenersi alla Maddalena. Insomma, nessun risparmio!

http://www.sinistraeliberta.it

9 luglio 2009
utente anonimo

#44    09 Luglio 2009 - 14:34
 
G8: MENO RISERVE PER IL CLIMA
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Ridurre le emissioni di anidride carbonica può essere inutile se non si pone un limite allo sfruttamento delle risorse e non si vietino nuove esplorazioni.
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di Piero Pelizzaro*

Oggi a l’Aquila i grandi paesi del mondo stanno discutendo le possibili soluzioni per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sull’atmosfera. Al tavolo si discute della revisione del Protocollo di Kyoto, che dovrà essere concordata a Copenaghen in Dicembre, e si deve decidere un fondo comune da stanziare per lo sviluppo di misure utili per mitigare l’impatto del clima impazzito e per ridurre le emissioni. Fin ad ora gli accordi stipulati nell’arena internazionale hanno sempre considerato esclusivamente la riduzione delle emissioni, c’è invece bisogno di considerare un altro fattore determinante per fermare il riscaldamento del globo: la quantità di carbonio che possiamo bruciare. Ma entriamo nel dettaglio.

La maggior parte degli studi che vengono fatti sul livello di emissioni, considera la riduzione totale delle emissioni da avere entro un certa data. Di recente la rivista scientifica Nature ha rilasciato due studi che adottano un approccio diverso dal solito. I due autori Myles Allen e Malte Meinshausen, anzichè fissare esclusivamente degli obiettivi per la riduzione delle emissioni, hanno calcolato la quantità di anidride carbonica che possiamo produrre se vogliamo cercare di evitare un aumento di due gradi della temperatura globale. Secondo alcune previsioni scientifiche l’aumento della temperatura terrestra di 2° gradi comporterebbe conseguenze irreversibili per la vita umana. Per Myles Allen (1) e i suoi collaboratori se si vuole evitare la soglia dei 2° gradi potremmo bruciare da qui all’eternità altri 400-500 miliardi di tonnellate di carbonio. Nell’articolo di Malte Meinshausen (2), si sostiene che una produzione di mille miliardi di tonnellate di anidride carbonica tra il 2000 e il 2050 aumenterebbe del 25% le probabilità di superare il limite di 2°C. I due dati differiscono perchè Allen considera la quantità di carbonio che possiamo bruciare mentre Meinshausen la quantità di anidride carbonica che può essere rilasciata. Consideriamo ora solo il dato contenuto nell’articolo di Allen, e chiediamoci che rapporto esiste tra la quantità di carbonio bruciato e le riserve note di combustibili fossili? (3).

I dati messi a disposzione dal World Energy Council ci dicono che le riserve di carbone ammontano a 848 miliardi di tonnellate, a 177 mila miliardi di metri cubi di gas naturale e 162 miliardi di tonnellate di greggio. Nel rapporto che dobbiamo definire tra la quantità di carbonio bruciato e le riserve note di combustibili fossili, non considereremo le fonti di combustibile non convenzionali, come la sabbia, i bitumi, gli idrati di metano e il gas naturale liquefatto. In media una tonnellata di carbone contiene 746 chili di cabonio, un metro cubo di gas naturale ne contiene 0,49 chili e una tonnellata di greggio contiene 605 chili di carbonio. Ora moltiplicando tra loro le riserve note e la quantità di carbonio che rilasciano, si evince che i combustibili fossili convenzionali contengono 818 miliardi di tonnellate di carbonio. Se si confronta il risultato appena ottenuto con le previsioni di Allen la popolazione mondiale dovrà utilizzare solo il 61% delle riserve per evitare conseguenze drammatiche per la vita sulla terra, un dato alquanto inquietante. E questo senza considerare nei nostri calcoli le fonti non convenziali, tra le quali il tanto amato gas liquefatto di Prodi e Berlusconi.

E’ dunque fondamentale che i grandi paesi comincino a riflettere sulla necessità di limitare la quantità di combustibile estratto e la riduzione della produzione di combustibili. Questa riduzione nella produzione non deve però essere giustificata per ragioni legate al prezzo al barile ma deve essere dettata dalla necessità di salvaguardia del pianeta. Proponiamo quindi ai membri del G8 (o G∞ visto il numero dei partecipanti!) di imporre un limite all’uso delle riserve note e una moratoria permanente alle prospezioni di nuove riserve. Siamo consapevoli che questa scelta comporterebbe sconvolgimenti geopolitici non da poco, basti pensare alla reazione della Russia e dei paesi dell’OPEC, ma qui non si chiede una moratoria per motivi economici ma per la tutela dell’umanità intera, la lotta ai cambiamenti climatici è una battaglia per la sopravvivenza della specie umana.

* Militante di Sinistra e Libertà

(1) Warming caused by cumulative carbon emissions towards the trillionth tonne. Myles R. Allen, David J. Frame, Chris Huntingford, Chris D. Jones, Jason A. Lowe, Malte Meinshausen & Nicolai Meinshausen.

(2) Greenhouse-gas emission targets for limiting global warming to 2 °C. Malte Meinshausen, Nicolai Meinshausen, William Hare, Sarah C. B. Raper, Katja Frieler, Reto Knutti, David J. Frame&Myles R. Allen.

(3) è importante fare una precisazione: le risorse sono le quantità totali di un minerale presenti nella crosta terrestre, le riserve sono la parte della risorsa che è stata individuata e quantificata, e che può essere sfruttata a costi accettabili. Negli ultimi anni il dato sulle riserve s’è rivelato molto incerto, anche perchè i dati sono stati volentariamente falsati come nel caso delle “grandi sorelle” del petrolio.

http://www.sinistraeliberta.it
utente anonimo

#45    09 Luglio 2009 - 16:13
 
La sicurezza ancora in primo piano per entrambi i Comuni del territorio tra Assisi e Bastia ...... i due comuni sotto un unico vice sindaco .... LUI.... direttore generale????
utente anonimo

#46    09 Luglio 2009 - 19:30
 
L'inchiesta di Bari su squillo e coca party potrebbe nascondere una ben piu' grave verita': il premier, accerchiato dalle pressioni della malavita organizzata, deve uscire di scena. L'inchiesta di Napoli sui collegamenti dei Letizia va avanti, ma intanto tutto lascia intendere che il capo del governo abbia ormai politicamente le ore contate.

http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=215ves
utente anonimo

#47    09 Luglio 2009 - 19:35
 
Oggi è stata scritta un’altra pagina nera: il governo Berlusconi ha imposto agli italiani il ritorno al nucleare attraverso il disegno di legge sviluppo, approvato in via definitiva al Senato. Questa proposta oscena era stata già respinta dai cittadini, attraverso un referendum, nel 1987.

Insomma, mentre Obama va avanti con la sua politica verde, il nostro governo ha fatto fare al nostro Paese un passo indietro spaventoso, mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, al sol fine di rimpinguare le casse di pochi imprenditori senza scrupoli e di assoggettarsi alle lobby del nucleare.

L’Italia dei Valori è contro il nucleare, senza se e senza ma, consapevole che la scelta di questa energia obsoleta non è un segnale di sviluppo, né di risparmio. Il nucleare di terza generazione è pericoloso, dispendioso, ambientalmente distruttivo e, sul piano della salute, una bomba ad orologeria. E non è sicuramente la risposta giusta al problema energetico esistente. Non sappiamo ancora neanche come smaltire le scorie radioattive, e nessuno in merito ha mai trovato una risposta. E di fronte a tutto questo e ai pericoli scientificamente provati del nucleare di terza generazione, il governo Berlusconi che fa? Approva una legge per riportarlo in auge.

Il nostro Paese ha una posizione geografica invidiabile, al centro del Mediterraneo, ricco di fonti alternative e innovative. Avremmo potuto investire in quello che la natura ci ha donato, nel solare, nell’eolico e creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per l’imprenditoria. Ma così non è stato, perché questo Governo pensa agli interessi dei soliti furbetti e non ai cittadini.

Tra l’altro, l’Italia ha bisogno di investimenti concreti nelle energie pulite perché è inadempiente rispetto agli obblighi comunitari relativi al protocollo di Kyoto e anche perché sarebbero un volano di innovazione e nuove occupazioni, come dimostrano le esperienze della Spagna, della Germania e di molti altri Paesi tecnologicamente avanzati.

utente anonimo

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